A te, mio padrone, rivolgo questa preghiera:
Dammi spesso da mangiare e da bere;
e, quando la mia giornata di lavoro è finita,
provvedimi una lettiera asciutta e pulita
ed una stalla abbastanza larga perché io possa giacere comodamente.
Ogni giorno controlla i miei piedi
e governami con una spugna bagnata.
Quando rifiuto il cibo, guardami i denti;
può darsi che un'ulcera m'impedisca di mangiare.
Siccome non posso dirti quando ho sete,
fammi bere spesso acqua fresca e pulita,
anche durante il lavoro;
ciò mi eviterà la colica ed altre malattie.
Parlami:
la tua voce è talora più efficace della frusta e delle redini.
Accarezzami sovente
perché io possa imparare ad amarti ed a servirti meglio.
Non tirare la mia testa in alto col filetto,
cosa che mi reca gran dolore al collo ed alla bocca
e mi impedisce di sviluppare tutte le mie forze
e di salvarmi dalle cadute.
Non tagliarmi la coda,
privandomi così della migliore mia difesa
contro le mosche ed i tafani che mi tormentano.
Non dare strappate alle redini,
e nelle salite non mi frustare. Non darmi calci,
non battermi quando non capisco quello che vuoi,
ma fa che io possa intenderti.
Se mi rifiuto,
assicurati che il morso ed i finimenti non siano fuori posto
e che non vi sia qualche cosa nei piedi che mi dà dolore.
Se mi adombro,
non percuotermi, ma pensa che ciò può dipendere
dall'uso dei paraocchi che m'impediscono di veder bene,
o da difetto della mia vista.
Non obbligarmi a trascinare un peso superiore
alle mie forze, né a camminare presto sulle strade sdrucciolevoli.
Quando cado abbi pazienza ed aiutami,
che io faccio del mio meglio per mantenermi in piedi;
e se inciampo, considera che ciò non dipese da colpa mia,
e non aggiungere alla mia impressione per lo scampato pericolo
il dolore delle tue frustate, che aumentano
la mia paura e mi rendono nervoso.
Cerca di ripararmi dal sole.
E quando fa freddo mettimi una coperta addosso,
non quando lavoro, ma quando sto fermo.
Ed infine, mio buon padrone,
quando la vecchiaia mi rende inutile,
non condannarmi a morire di stenti e di dolore
sotto la sferza di un crudele;
ma toglimi tu stesso la vita, senza farmi soffrire:
e ne avrai merito.
Visita il mio negozio ebay Fashionissimo in sella e oltre...
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Visualizzazione post con etichetta cavallo. Mostra tutti i post
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domenica 8 marzo 2015
sabato 7 marzo 2015
Principi di tutela e di gestione degli equidi
Al salone d’onore del CONI è stato presentato venerdì 6 marzo, da CONI,Ministero della Salute, Comitato Paralimpico Italiano e dalla Federazione Italiana Sport Equestri, il progetto “Principi di tutela e di gestione degli equidi”. Una pubblicazione che trova nel titolo stesso la sua ragion d’essere e la sua spiegazione: il cavallo è un essere vivente e senziente e come tale ha diritto ad avere l’identico trattamento che deve essere riservato all’essere umano.
Del quale tra l’altro è da sempre compagno di vita, avventura, lavoro e sport. Una guida semplice che parte dalla cultura e dalla conoscenza del cavallo, delle sue abitudini, delle sue necessità e dallo studio delcorretto rapporto tra uomo ed animale.
In queste direzioni sono andati tutti gli interventi dei relatori del convegno che ha introdotto il progetto. A cominciare da quello del presidente del CONI, Giovanni Malagò: "Io non vado a cavallo e non ho un interesse specifico per l’equitazione più che per un’altra disciplina. Il cavallo però è un animale che mi piace e mi affascina. Trovo che certe regole non andrebbero neanche scritte, che certi comportamenti non andrebbero nemmeno codificati: è evidente che un cavallo vada trattato con rispetto e dignità come un essere umano. Ma se serve a creare una cultura dei rapporti tra uomo ed animale, ben venga questa pubblicazione e noi saremo sempre in prima fila nel combattere fenomeni di malcostume o di violenza”.
"Quello equestre è l'unico sport che utilizza oltre all'atleta anche un'altra figura vivente che è quella del cavallo” sono state le parole del presidente di CONI Servizi, Franco Chimenti. Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Italiano ha sottolineato come il cavallo sia: “Un animale che rapisce e che va preso in considerazione in assoluto così come un essere umano. Molti dei nostri atleti passano per la riabilitazione con l'ippoterapia. Un aspetto che mostra ancor più questo percorso virtuoso, non solo per l'integrazione uomo-cavallo, ma anche culturale che noi dobbiamo favorire e sostenere nel nostro paese".
Per chiudere, il commissario straordinario della Fise, Giafranco Ravà, che ha commentato: "In questo manuale vengono raccolti tutti gli indirizzi più attuali della Federazione internazionale e del CIO per una migliore gestione del rapporto con l'animale”.
Del quale tra l’altro è da sempre compagno di vita, avventura, lavoro e sport. Una guida semplice che parte dalla cultura e dalla conoscenza del cavallo, delle sue abitudini, delle sue necessità e dallo studio delcorretto rapporto tra uomo ed animale.
In queste direzioni sono andati tutti gli interventi dei relatori del convegno che ha introdotto il progetto. A cominciare da quello del presidente del CONI, Giovanni Malagò: "Io non vado a cavallo e non ho un interesse specifico per l’equitazione più che per un’altra disciplina. Il cavallo però è un animale che mi piace e mi affascina. Trovo che certe regole non andrebbero neanche scritte, che certi comportamenti non andrebbero nemmeno codificati: è evidente che un cavallo vada trattato con rispetto e dignità come un essere umano. Ma se serve a creare una cultura dei rapporti tra uomo ed animale, ben venga questa pubblicazione e noi saremo sempre in prima fila nel combattere fenomeni di malcostume o di violenza”.
"Quello equestre è l'unico sport che utilizza oltre all'atleta anche un'altra figura vivente che è quella del cavallo” sono state le parole del presidente di CONI Servizi, Franco Chimenti. Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Italiano ha sottolineato come il cavallo sia: “Un animale che rapisce e che va preso in considerazione in assoluto così come un essere umano. Molti dei nostri atleti passano per la riabilitazione con l'ippoterapia. Un aspetto che mostra ancor più questo percorso virtuoso, non solo per l'integrazione uomo-cavallo, ma anche culturale che noi dobbiamo favorire e sostenere nel nostro paese".
Per chiudere, il commissario straordinario della Fise, Giafranco Ravà, che ha commentato: "In questo manuale vengono raccolti tutti gli indirizzi più attuali della Federazione internazionale e del CIO per una migliore gestione del rapporto con l'animale”.
mercoledì 19 novembre 2014
Cavallo gioca in acqua
Un cavallo ha paura di attraversare un fiumiciattolo, dato che probabilmente ci si trova davanti per la prima volta. La ragazza che lo cavalca decide di scendere per mostrare all’animale che l’acqua non nasconde nessuna insidia. Per convincere il cavallo la ragazza comincia a giocare mettendo il piede nell’acqua.
Il cavallo è ancora titubante, la ragazza prova a tirarlo ma lui niente, resta fermo. L’animale poi si convince edentra nel fiumiciattolo dove scopre che l’acqua non gli fa paura. Il cavallo, forse a voler imitare la ragazza, una volta dentro comincia a far schizzare fuori l’acqua colpendola con lo zoccolo. La ragazza comincia a ridere e anche il cavallo sembra divertirsi molto.
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giovedì 16 ottobre 2014
Campionato mondiale di completo dedicato ai cavalli giovani
Dal 16 al 19 ottobre i nostri azzurri se la vedranno con i binomi di oltre 22 nazioni a Le Lions D'Anger, in Francia nella Loira, per ilCampionato Mondiale di completo dedicato ai Cavalli giovani.
In campo Cosmos Baby, 6 anni montato dall'Appuntato scelto dei Carabinieri Nicola Datti, poi Una Della Favorita, 6 anni montata dal Sergente dell'Esercito Italiano Emiliano Portale, quindi Castlerichmond SRS, 6 anni montato da Roberto Rotatori e Oscar Site, 7 anni montato dall'Appuntanto scelto Nicola Datti. In bocca al lupo alle nostre giovani promesse cn coda e criniera!
sabato 11 ottobre 2014
Italia in finalissima a Barcellona
L’Italia ha staccato un biglietto per la finalissima della Furusiyya FEI Nations Cup™ di Barcellona in Spagna.
Il team guidato dal tecnico e capo equipe Hans Horn e composto da Luca Maria Moneta su Neptune Brecourt (0), Piergiorgio Bucci su Casallo Z (4), Lorenzo De Luca su Elky vh Indihof (8) e Juan Carlos Garcia su Bonzai van de Warande (9) ha ultimato il primo round di qualificazione in programma oggi, giovedì 9 ottobre, al Real Polo Club della città catalana con un totale di 12 penalità e ha chiuso la sua prima gara in sesta posizione a pari merito con il Brasile. Gli azzurri, reduci dalla promozione in Divisione 1, si scontreranno a questo punto con le altre sette squadre più forti nella finalissima in programma sabato in notturna (ore 21.00).
Anche in questa occasione gli azzurri sono scesi in campo con i colori di Loro Piana, sponsor ufficiale della Federazione Italiana Sport Equestri e sponsor tecnico del settore salto ostacoli FISE.
“Siamo molto contenti – ha dichiarato al termine della gara Hans Horn – per avere raggiunto questo prestigioso traguardo. Tutti i ragazzi hanno montato bene e sono sereni e concentrati per affrontare il gran finale di sabato sera. E’ senz’altro una bella soddisfazione essere rientrati nella super finale davanti alla Gran Bretagna”.
La vittoria della gara è andata all’Olanda (0), squadra campione del mondo in carica, seguita in seconda posizione dalla Svezia (0). Terzo posto a pari merito per Belgio, Canada e Germania (8), quindi Italia e Brasile, seste con 12 e Gran Bretagna ottava con 8. Sono questi i team che gareggeranno nell’ultimo atto della Furusiyya FEI Nations Cup proprio sabato sera.
Fuori dalle migliori al mondo in questa finale lo squadrone degli Stati Uniti, che ha chiuso in nona posizione (16). Il team USA è stato seguito in classifica nell’ordine dai padroni di casa (17), Australia e Francia, altra grande esclusa, (24), Qatar (29) e Venezuela (32). Domani pausa per le migliori otto squadre, mentre quelle classificate dalla nona alla quattordicesima posizione disputeranno la Challenge Cup, una sorta di gara di consolazione riservata a chi non è riuscito a qualificarsi per il gran finale di sabato.
Il team guidato dal tecnico e capo equipe Hans Horn e composto da Luca Maria Moneta su Neptune Brecourt (0), Piergiorgio Bucci su Casallo Z (4), Lorenzo De Luca su Elky vh Indihof (8) e Juan Carlos Garcia su Bonzai van de Warande (9) ha ultimato il primo round di qualificazione in programma oggi, giovedì 9 ottobre, al Real Polo Club della città catalana con un totale di 12 penalità e ha chiuso la sua prima gara in sesta posizione a pari merito con il Brasile. Gli azzurri, reduci dalla promozione in Divisione 1, si scontreranno a questo punto con le altre sette squadre più forti nella finalissima in programma sabato in notturna (ore 21.00).
Anche in questa occasione gli azzurri sono scesi in campo con i colori di Loro Piana, sponsor ufficiale della Federazione Italiana Sport Equestri e sponsor tecnico del settore salto ostacoli FISE.
“Siamo molto contenti – ha dichiarato al termine della gara Hans Horn – per avere raggiunto questo prestigioso traguardo. Tutti i ragazzi hanno montato bene e sono sereni e concentrati per affrontare il gran finale di sabato sera. E’ senz’altro una bella soddisfazione essere rientrati nella super finale davanti alla Gran Bretagna”.
La vittoria della gara è andata all’Olanda (0), squadra campione del mondo in carica, seguita in seconda posizione dalla Svezia (0). Terzo posto a pari merito per Belgio, Canada e Germania (8), quindi Italia e Brasile, seste con 12 e Gran Bretagna ottava con 8. Sono questi i team che gareggeranno nell’ultimo atto della Furusiyya FEI Nations Cup proprio sabato sera.
Fuori dalle migliori al mondo in questa finale lo squadrone degli Stati Uniti, che ha chiuso in nona posizione (16). Il team USA è stato seguito in classifica nell’ordine dai padroni di casa (17), Australia e Francia, altra grande esclusa, (24), Qatar (29) e Venezuela (32). Domani pausa per le migliori otto squadre, mentre quelle classificate dalla nona alla quattordicesima posizione disputeranno la Challenge Cup, una sorta di gara di consolazione riservata a chi non è riuscito a qualificarsi per il gran finale di sabato.
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venerdì 10 ottobre 2014
Cavalli in fiera a Forlì
Gli animali arrivano in Fiera: novità assoluta il Salone del cavallo di Forlì
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Sabato e domenica la Fiera di Forlì ospiterà la seconda edizione di “Animali in Fiera”, la grande fiera dedicata a tutte le specie animali, per conoscerle da vicino e imparare come prendersene cura. La prima edizione ha riportato, dopo molti anni, gli animali vivi nei padiglioni fieristici di Forlì, richiamando oltre 20mila visitatori: un successo oltre le aspettative. Grazie alla politica attuata da Romagna Fiere per favorire le famiglie, migliaia di bambini sono entrati gratuitamente, perciò l’azienda organizzatrice intende mantenere la scelta che lo scorso anno ha premiato organizzatori, espositori e visitatori. ha presentato la seconda edizione il direttore di Romagna Fiere, Gilberto Tedaldi.
La manifestazione è volta a diffondere la conoscenza e l’amore per gli animali da compagnia e da cortile, nel più ampio senso del termine. Esperienza e professionalità messe a disposizione da associazioni, enti, federazioni, allevatori, veterinari e fattorie didattiche, sono il valore aggiunto di questa manifestazione, che offre per tutta la famiglia dimostrazioni, fattorie didattiche, eventi collaterali e divulgativi, percorsi di conoscenza e divertimento.
In fiera si potranno ammirare tantissimi animali, saranno presenti rivenditori, allevatori e fornitori di attrezzature che proporranno la più ampia selezione di prodotti per animali; dall'alimentazione alla cura, dalla toelettatura al benessere, fino agli accessori per la bellezza, la sicurezza e il trasporto. Non mancheranno punti informativi a disposizione di tutti coloro che desiderano ricevere maggiori informazioni per un acquisto consapevole. La fiera si sviluppa in 5 padiglioni: uno spazio di 17mila mq in grado di ospitare oltre 300 espositori italiani ed esteri.
Novità assoluta nel territorio forlivese, il Salone del Cavallo di Forlì, dedicato al mondo equestre, ospiterà gare ed esibizioni che si alterneranno nelle due giornate della manifestazione. Evento centrale è il 1° 'Gran premio Romagna Fiere' di salto ostacoli con trofei per la specialità di gimkana. Riconfermato, dopo l’esordio dello scorso anno, che ha riscosso un buon successo, il “Battesimo della sella”, dedicato ai i più giovani, che potranno vivere l’indimenticabile esperienza in sella a cavalli di piccola stazza. Non mancherà una completa gamma di offerte e novità per gli appassionati, comprendenti abbigliamento tecnico e sportivo, selle e attrezzature per l’equitazione, articoli vari per il cavallo e il cavaliere.
Per la prima volta a Forlì si esibirà l'artista equestre Bartolo Messina nello spettacolo “La libertà di Bartolo Messina e Charlie, il cavallo più piccolo del mondo.” Punto focale della performance, oltre alla spettacolarità delle figure e dei volteggi, sono il coinvolgimento emotivo e l’intesa tra l’artista e il cavallo, capaci di creare momenti di intensa partecipazione. Per completare l’offerta di divertimento, il gruppo Wild Angels coinvolgerà il pubblico con spettacoli di ballo western.
Nel padiglione A, uno spazio che rappresenterà i settori collegati alla filosofia di uno stile di vita naturale ed ecologico, come la cosmesi naturale, l’ alimentazione biologica e il risparmio energetico. Questo nuovo settore è la risposta all'interesse dimostrato da tutte le generazioni e categorie sociali, nato dalla consapevolezza che la tutela dell’ambiente non coinvolge solamente alcuni settori, ma si persegue attraverso uno sviluppo sostenibile che interessa la quotidianità di tutti, compresi i nostri amici a due e quattro zampe. Obiettivo di 'Natura e vita', è anche quello di sensibilizzare al consumo di prodotti a Km 0, offrendo la possibilità ai visitatori di acquistare prodotti tipici locali, genuini e senza costi aggiuntivi legati alla distribuzione, al trasporto o alla conservazione, contribuendo attivamente alla riduzione dell’inquinamento.
giovedì 9 ottobre 2014
Cavallo appaloosa
Origini e attitudini
Cavallo da sella e tiro leggero, originario degli Stati Uniti.
Resistente e duttile, viene impiegato nei rodei e negli spettacoli equestri, oltre ad essere un eccellente cavallo da turismo e da campagna. Discende dai cavalli introdotti dagli Spagnoli nel XVI secolo. I pellerossa che non conoscevano il cavallo, cominciarono ad impadronirsene e ad allevarli secondo i loro interessi. Il nome di questa razza deriva dal fiume Palouse che attraversa i territori un tempo abitati dalla tribù dei Nasi Forati (selezionatori di questa razza). Con l'annientamento della tribù nella seconda metà dell'Ottocento, la razza rischiò l'estinzione. Solo nel 1938 si ricostruì un ceppo ben selezionato e si riprese un allevamento serio con la creazione di un libro genealogico.
Resistente e duttile, viene impiegato nei rodei e negli spettacoli equestri, oltre ad essere un eccellente cavallo da turismo e da campagna. Discende dai cavalli introdotti dagli Spagnoli nel XVI secolo. I pellerossa che non conoscevano il cavallo, cominciarono ad impadronirsene e ad allevarli secondo i loro interessi. Il nome di questa razza deriva dal fiume Palouse che attraversa i territori un tempo abitati dalla tribù dei Nasi Forati (selezionatori di questa razza). Con l'annientamento della tribù nella seconda metà dell'Ottocento, la razza rischiò l'estinzione. Solo nel 1938 si ricostruì un ceppo ben selezionato e si riprese un allevamento serio con la creazione di un libro genealogico.
Caratteri morfologici
Tipo: mesomorfo.
Mantello: uno dei sei tipi che caratterizzano le tipologie di Appaloosa (fiocco di neve, leopardo, brina, marezzato, coperta macchiata, coperta bianca).
Altezza al garrese: 150 - 162 cm.
Peso: 400 - 500 kg.
Carattere docile e fedele.
Mantello: uno dei sei tipi che caratterizzano le tipologie di Appaloosa (fiocco di neve, leopardo, brina, marezzato, coperta macchiata, coperta bianca).
Altezza al garrese: 150 - 162 cm.
Peso: 400 - 500 kg.
Carattere docile e fedele.
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mercoledì 8 ottobre 2014
Un proiettile in testa: ecco la fine di un cavallo che non serve più.
Queste sono le foto che l’ippica non vuole che il pubblico veda. Mostrano Wigmore Hall con la gamba rotta durante una corsa all’ippodromo di Doncaster, e poi mentre viene colpito in testa da un veterinario. Le terribili immagini sono state scattate sotto copertura da Animal Aid, sabato 13 settembre e diffuse da Italian Horse Protection. Negli ippodromi britannici muoiono mediamente tre cavalli ogni settimana. Nascosto dietro uno schermo per non essere visto dal pubblico delle tribune, Wigmore Hall è stato brutalmente ucciso con un proiettile esploso col silenziatore. Due minuti prima si era frantumato la gamba anteriore sinistra, galoppando a tutta velocità in una corsa contro altri otto cavalli, a circa 600 metri dal traguardo. Durante la sua breve vita, questo cavallo di sette anni è stato sottoposto a un regime elevatissimo: nei suoi cinque anni “di carriera” ha gareggiato senza sosta, partecipando a 42 corse in totale. La grande maggioranza dei cavalli addestrati in Gran Bretagna gareggia raramente fuori da Inghilterra e Irlanda. Invece Wigmore Hall è stato fatto correre anche negli Stati Uniti, in Canada, Dubai, Singapore, Hong Kong e Francia, in aggiunta alla Gran Bretagna.
Ha accumulato una somma immensa di premi in denaro per il suo proprietario Mark Hawtin e il suo entourage: in totale 1.334.814 di sterline. Ciò che gli veniva richiesto era notevole: rinchiuso in box per voli a lungo raggio; obbligato a correre nell’umidità estrema, a correre su superfici diverse, terreni e condizioni diversi e su distanze variabili, oltre ad essere sottoposto ad un addestramento che lo spingeva al limite. Oltre alla frenesia del competere contro altri cavalli, veniva incitato con la frusta per spingerlo al massimo sia fisicamente che mentalmente. Le sue ultime tre corse sono state disputate nell’arco di sole quattro settimane, dandogli un periodo di recupero minimo. Wigmore Hall, alla fine, ne ha pagato il prezzo con la sua vita. Più di 1000 cavalli nell’ippica hanno perso la vita sulle piste britanniche da marzo 2007. La gran parte delle loro storie è sconosciuta. Dietro un velo di segretezza il mondo dell’ippica, seguendo il regolamento dell’Authority britannica, rifiuta fermamente di fornire i nomi dei cavalli che vengono abbattuti negli ippodromi, o che spariscono dopo che la loro carriera viene considerata finita (per alcuni anche prima che sia mai iniziata): il loro destino è un mistero. Tuttavia, attraverso ricerche meticolose e la regolare frequentazione degli ippodromi, Animal Aid riesce a dare un nome a molti di quelli che muoiono prematuramente sulle piste: i loro dettagli sono pubblicati sul sito dedicato: Race Horse Deathwatch.
Dichiara Dene Stansall, consulente di Animal Aid per l’ippica: “Il mondo dell’ippica dovrebbe vergognarsi di questi dati. Il povero Wigmore Hall era uno dei tantissimi cavalli che vengono abbattuti ogni anno perché sono stati spinti oltre i loro limiti sulle piste, oppure perché non hanno un valore commerciale".
martedì 7 ottobre 2014
campionati italiani di dressage e paradressage
Il Nuovo Club Ippico Aretino ha ospitato questo week-end i Campionati Italiani di dressage e paradressage 2014, e le protagoniste di questa rassegna non potevano che essere Valentina Truppa e Sara Morganti. Truppa, in sella a Fixdesign Chablis, ha iniziato ottimamente nelle prove tecniche, ottenendo un punteggo di 140,986 davanti a Micol Rustignoli su Fixdesign Corallo Nero ed a Federica Scolari su Beldonwelt (136,112). La supremazia di questo binomio è poi stata ribadita quest’oggi nella prova Freestyle, dove Truppa ha chiuso con una percentuale pari al 75,250%, ancora davanti a Rustignoli (71,175%) e Scolari (68,875%).
Sara Morganti, reduce dalla vittoria di due medaglie iridate, si è invece imposta in entrambe le prove del grado IA del paradressage. In sella a Royal Delight, ha ottenuto un punteggio di 153,986 punti nel tecnico, sconfiggend Elisabetta Zodo su Complice della Ferleta (135,942) ed Elisa Plebani su Myten’s Magic (134,420). Nel Freestyle, invece, ha ottenuto un ottimo 79,000%, davanti a Plebani (68,167&) e Zodo (67,750%). Negli altri gradi del paradressage, doppiette per Silvia Ciarocchi su Royandic (IV),Federico Lunghi su Laudario (III), Francesca Salvadé su Muggel 4 (II) e Cristian De Mase su Midnight Oil (IB).
Nelle categorie giovanili, Lucia Berni ha ottenuto l’oro sia con i pony, in sella a Vlackt’s Thomas, che tra gli junior, questa volta in sella ad Ebony, mentre Annachiara Menin su Donatello Van de Helle si è laureata campionessa italiana della categoria young rider nel tecnico, con Alice Redaelli in sella a Bonaire vd Mottelhoeve che le ha risposto vincendo la prova Freestyle.
Per il salto ostacoli, invece, segnaliamo il Warm-Up della Coppa del Mondo di Shanghai, una prova contro il tempo con ostacoli posti ad 1,35 ed 1,40 metri. La vittoria è andata all’irlandese Cian O’Connor, che in sella a Wavanta ha ottenuto un percorso netto con il tempo di 61″24. Completano il podio il campione nazionale olandese Maikel van der Vleuten su Ziemar (62″77) e l’amazzone svizzera Jane Richard Philips su Urema (63″59).
giovedì 2 ottobre 2014
Cura del cavallo in inverno
- Se il tuo cavallo trascorrerà l'inverno all'aperto, in un clima invernale temperato, stai attento alla pioggia. Il freddo umido è molto meno tollerabile rispetto a quello asciutto, e dovresti prendere in considerazione la possibilità di coprirlo, nonché di assicurarti che ci sia accesso a una qualche forma di riparo, come un capanno, per consentire al cavallo di rifugiarcisi in caso di pioggia.
- Informati su come rendere adeguato un fienile per l'inverno.
- Punta a quattro-sei ore settimanali di cavalcata in inverno. Questo è specialmente importante se sei un amazzone che partecipa alle gare e ti rassicura del fatto che i cavalli giovani si abituino al lavoro richiesto loro.
- Pianifica bene in anticipo. In inverno, i tempi di spostamento e di preparazione si allungano e i giorni si accorciano. Sii cosciente dei vincoli di tempo che interessano la tua abilità di cavalcare un cavallo e prenderti cura di lui.
- Riscalda il morso prima di metterlo al cavallo. Fai scorrerci su dell'acqua calda, o usa un gel riscaldante per le mani non tossico. Se non hai accesso a nessuna delle due cose, rimuovi il morso dalla briglia e mettilo in tasca, vicino alla pelle, mentre prepari tutto il resto. Puoi anche respirare sul morso per riscaldarlo.
- Un'altra alternativa è usare un morso di acciaio dolce, che non è tanto aggressivo e non diventa freddo come l'acciaio normale.
- Pulisci bene gli zoccoli del cavallo. Stendi uno strato di spray da cucina antiaderente o della vaselina su questa zona; ciò preverrà che si creino delle formazioni di ghiaccio o di neve al loro interno.
- Spazzola il cavallo. Questo non solo è utile per riscaldare i muscoli del cavallo, ma serve anche come un eccellente esercizio di riscaldamento per te.
- Considera l'utilizzo di una coperta da equitazione per prevenire che i muscoli del cavallo si raffreddino mentre cavalchi. Questo è specialmente importante per un cavallo dal pelo corto o dalla cute sottile o per uno confinato a lungo in una stalla. Usala sia quando lo prepari per la cavalcata sia mentre lo cavalchi.
- I cavalli sono soggetti anche a dei problemi cutanei in inverno, come la dermatofitosi, le punture causate dagli insetti nel giaciglio, la tigna e le infezioni dei graffi. Mantieni il quadrupede pulito, ordinato e appropriatamente medicato. Attento a non coprire un cavallo bagnato o a usare delle coperte che non gli permettono di traspirare: ciò può causare un accumulo di umidità. Consulta subito il veterinario per trattare i problemi cutanei.
sabato 27 settembre 2014
Tecnica per la cura del cavallo
Legare il cavallo nel box, o, se possibile ai due venti in scuderia, per poter girare intorno al cavallo in tutta tranquillità.
Striglia - massaggiare tutto il mantello con la striglia, particolare "raspa" in ferro o gomma di forma ovale dotata di dentellatura. Cominciando dal collo, con un movimento circolare della mano, scendendo piano piano lungo il corpo e le zampe, fino al ginocchio, facendo attenzione che sotto la pancia il cavallo potrebbe soffrire il solletico. La striglia va pulita ogni tanto battendola leggermente contro la parete per far cadere a terra lo sporco raccolto.
Bruscone, grande spazzola con setole in radica o sintetiche. Dopo la striglia il manto del cavallo va spazzolato energicamente sempre partendo dal collo.
Ogni tanto il bruscone va strofinato energicamente contro la striglia per ripulirlo.
Spazzola morbida ha il compito di eliminare i residui di sporco e lucidare il pelo e si utilizza col movimento circolare utilizzato con la striglia e il bruscone.
La testa va pulita con delicatezza, evitando la zona intorno agli occhi, passando prima il bruscone e poi la spazzola per finire con una spugna inumidita per pulire la zona degli occhi, del naso e della bocca.
Spugnaper la pulizia del cavallo servono due spugne diverse una per il muso e l'altra per i genitali.
Quindi con una spugna pulire con delicatezza i genitali, sollevando la coda.
Per ciuffo e criniera usare una spazzolina in plastica di quelle comunemente usate per i capelli.
Coda, per non strappare e rovinare di crini della coda durante la pulizia, è necessario dividere la coda in tante piccole ciocche per spazzolarle poco alla volta, dopo aver cosparso la coda con un balsamo districante e lucidante per sciogliere i nodi e rendere i crini morbidi.
Lucidatura , l'ultimo tocco del grooming è la lucidatura del mantello. Spruzzare il lucidante per pelo su uno straccio di lana e passarlo in un ultimo massaggio circolare su tutto il mantello.
Striglia - massaggiare tutto il mantello con la striglia, particolare "raspa" in ferro o gomma di forma ovale dotata di dentellatura. Cominciando dal collo, con un movimento circolare della mano, scendendo piano piano lungo il corpo e le zampe, fino al ginocchio, facendo attenzione che sotto la pancia il cavallo potrebbe soffrire il solletico. La striglia va pulita ogni tanto battendola leggermente contro la parete per far cadere a terra lo sporco raccolto.
Bruscone, grande spazzola con setole in radica o sintetiche. Dopo la striglia il manto del cavallo va spazzolato energicamente sempre partendo dal collo.
Ogni tanto il bruscone va strofinato energicamente contro la striglia per ripulirlo.
Spazzola morbida ha il compito di eliminare i residui di sporco e lucidare il pelo e si utilizza col movimento circolare utilizzato con la striglia e il bruscone.
La testa va pulita con delicatezza, evitando la zona intorno agli occhi, passando prima il bruscone e poi la spazzola per finire con una spugna inumidita per pulire la zona degli occhi, del naso e della bocca.
Spugnaper la pulizia del cavallo servono due spugne diverse una per il muso e l'altra per i genitali.
Quindi con una spugna pulire con delicatezza i genitali, sollevando la coda.
Per ciuffo e criniera usare una spazzolina in plastica di quelle comunemente usate per i capelli.
Coda, per non strappare e rovinare di crini della coda durante la pulizia, è necessario dividere la coda in tante piccole ciocche per spazzolarle poco alla volta, dopo aver cosparso la coda con un balsamo districante e lucidante per sciogliere i nodi e rendere i crini morbidi.
Lucidatura , l'ultimo tocco del grooming è la lucidatura del mantello. Spruzzare il lucidante per pelo su uno straccio di lana e passarlo in un ultimo massaggio circolare su tutto il mantello.
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martedì 23 settembre 2014
cura giornaliera del cavallo
La pulizia quotidiana del cavallo serve a eliminare le incrostazioni di sudore che si formano nella zona della sella e delle cinghie del sottopancia ed i residui di fango o sabbia, che, se non rimossi potrebbero causare escoriazioni, dette fiaccature.
Compiendo le quotidiane operazioni di pulizia svolgiamo anche un massaggio benefico sul mantello e sui muscoli sottostanti (sotto il mantello, scorrono i "muscoli pellicciai" che il cavallo utilizza abitualmente per scacciare le mosche con la vibrazione del mantello che tutti notiamo) stimolando la circolazione dei vasi sanguigni e riscaldando la muscolatura.
La pulizia del piede è fondamentale per la buona salute dell'unghia che, se trascurata a lungo, rischierebbe addirittura di imputridire.
Bisogna ripulire regolarmente gli zoccoli dai residui di lettiera, terra e sabbia, almeno due volte al giorno, prima e dopo il lavoro.
Oltre che per mantenere sano il piede del cavallo, è un modo per verificare che non ci siano sassolini, vetri o altri corpi estranei incastrati tra l'unghia e il ferro e che i tessuti del piede non siano troppo molli o eccessivamente secchi.
Usando il nettapiedi, l'apposito attrezzo in ferro o plastica dotato di impugnatura con la parte terminale a uncino, togliere dagli zoccoli i residui di terra e sabbia e cospargere lo zoccolo con grasso idratante ed emolliente per le unghie, utilizzando un pennello.
Il grasso va applicato due volte la settimana, ma d'estate, quando il cavallo viene sottoposto a frequenti lavaggi e a docce rinfrescanti, o se andando in campagna si attraversino pozzanghere e corsi d'acqua, è necessario applicare il grasso più spesso per evitare che l'unghia si screpoli.
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lunedì 22 settembre 2014
Chi è il cavallo? Vive bene nei box?
Chi è veramente il cavallo? A questa domanda non è semplice rispondere: «Della mente del cavallo sappiamo pochissimo l’abbiamo sempre considerato una sorta di motocicletta, un animale addestrato a rispondere meccanicamente ai nostri comandi». E studiare questi equini in condizioni davvero naturali non è facile. I cavalli che vediamo galoppare liberi e selvaggi nei film western, come in Gli spostati, di John Huston (1961) in realtà non sono animali selvatici, ma rinselvatichiti. Erano animali domestici che sono scappati, o sono stati abbandonati e sono tornati alla vita naturale. Perché i veri cavalli selvatici, in America, si sono estinti circa 10.000 anni fa, probabilmente per colpa dell’uomo.
Furono poi gli Spagnoli, nel XVI secolo, a riportare i cavalli in quelle terre e quelli che vediamo nei film sono i loro discendenti.
In Europa l'estinzione è più recente: il cavallo di Przewalski – una specie rimasta selvatica - si è estinto negli anni ’50
Per migliorare la salute – soprattutto “psicologica” - di questi animali, sarebbe opportuno rendere più confortevoli le condizioni di vita negli allevamenti. A cominciare dal tempo che passano chiusi nei box.
Furono poi gli Spagnoli, nel XVI secolo, a riportare i cavalli in quelle terre e quelli che vediamo nei film sono i loro discendenti.
In Europa l'estinzione è più recente: il cavallo di Przewalski – una specie rimasta selvatica - si è estinto negli anni ’50
Purtroppo molto spesso negli allevamenti i cavalli sono trattati in modo tale da non assecondare le loro esigenze etologiche: spesso vengono strappati troppo presto alla madre e vivono in isolamento nei box mangiando solo due volte al giorno (invece che per tutta la giornata come farebbero in libertà). Questo può portare a diversi problemi comportamentali: tic, vizi, stereotipie. Come il cosiddetto “ticchio di appoggio”, ovvero appoggiare gli incisivi superiori sulla staccionata, il ticchio aerofagico (aspirare continuamente aria), fare il “ballo dell’orso”, girare in cerchio, battere continuamente il terreno con una delle zampe anteriori e così via.
Per migliorare la salute – soprattutto “psicologica” - di questi animali, sarebbe opportuno rendere più confortevoli le condizioni di vita negli allevamenti. A cominciare dal tempo che passano chiusi nei box.
martedì 9 settembre 2014
Cavalli in branco
Il cavallo allo stato brado tende ad associarsi a suoi simili e a costituire branchi.
La vita in branco comporta seguire precise regole di vita, che sono fondamentali per assicurare la sicurezza, la stabilità, e la sopravvivenza del branco stesso.
La piccola società che si crea all’interno di un branco non è assolutamente paritaria.
Esiste invece una ben precisa gerarchia sociale, con un leader, e dove i soggetti più grandi, forti, e anziani dominano gerarchicamente gli altri soggetti.
Le dinamiche sociali di un branco di cavalli sono molto simili a quelle umane.
Anche tra i cavalli, i puledri tendono a stare insieme tra di loro (al pari dei nostri teenager).
Come pure si sviluppano relazioni a due, molto simili alla nostra “amicizia”, che non sono assolutamente legate a motivazioni sessuali.
giovedì 3 gennaio 2013
Cavallo irlandese da tiro
L'Hunter Irlandese è considerato il miglior cavallo da campagna e da cross del mondo. E' il prodotto dell'incrocio fra il purosangue inglese e quello che è stato definito come "cavallo di campagna". I ricchi pascoli su terreno calcareo e il clima mite irrobustirono le ossa, mentre l'innato amore degli irlandesi per la caccia trasmise all'animale un notevole talento nel superare gli ostacoli più pericolosi.
Le spalle degli antichi irlandesi da tiro tendevano a essere diritte e il collo era corto. Questi difetti sono stati eliminati nei soggetti attuali. Il torace è profondo per natura e gli arti anteriori del cavallo attuale sono posizionati correttamente, permettendo falcate più lunghe.
L'irlandese da tiro è una perfetta combinazione di una struttura robusta unita alla qualità. Il corpo è massiccio e il mantello poiuttosto ifne. Discreta la conformazione del garrese, mentre la cassa toracica è nettmente di forma ovale.
martedì 1 gennaio 2013
Cavallo Frisone
Cavallo a sangue freddo, il Frisone discende da antenati europei molto pesanti e viene allevato in una terra circondata dal mare nel nord dei Paesi Bassi. Pur ritenendolo un animale dall'aspetto sgradevole, gli antichi romani riconobbero al Frisone le doti di un robusto animale da lavoro. Per le sue eccezionali doti di cavallo da tiro, da sella e da impiego nei lavori agricoli, fu ampiamente utlizzato per perfezionare le razze affini.
L'agilità e il temperamento fanno del Frisone un buon soggetto da corsa. Ma è soprattutto come cavallo da tiro che rivela le sue migliori qualità, grazie all'eccezionale equilibrio e all'andatura maestosa. Nel suo paese d'origine ha ancora oggi grande successo al traino del tradizionale calesse locale.
La testa è allungata, sormontata da orecchie corte e appuntite che esprimono il carattere volenteroso e amabile della razza. Presenta un profilo superiore maestoso, accentuato dal collo arcuato e dal portamento fiero. Il corpo è compatto, solido e massiccio, caratteristiche che denotano una costituzione robusta. La coda e la criniera, molto folte e fluenti, vengono toelettate o intrecciate solo raramente.
domenica 30 dicembre 2012
Cavallo trottatore francese
Lo sport del trotto nasce in Francia all0inizio del XIX secolo. La produzione dei trottatori francesi, che trassero origine da cavalli già esistenzit in NOrmandia, fu la conseguenza immediata di uesto nuovo interesse. Gli allevatori normanni importarono stalloni purosangue inlgesi e mezzosangue per incrociarli ocn fattrici indigene e ottenere una nuova raza di cavalli pi leggeri e attivi. Per dotare la razza di un'azione più veloce, al momento opportuno furono effettuati due incroi con sangue del Trottatore americano Standarbdbred. Nelle corse al trotto montato, disciplina che favorisce i cavlli più grossi e robystum qyesti cavallo non teme rivali.
Oltre che nelle gare di trotto, il cavallo fu utilizzato per la produzione del Selle Francais ed è riconosciuto come il padre dei saltatori.
Il trottatore francese ha un aspetto unico e inconfondibile. La testa del cavllo attuale è pià siile a quella del purosangue inglese che a quella dell'anglo-normanno da cui discende e ha un'espressione intelligente e pronta.
mercoledì 10 ottobre 2012
Cavallo Lipizzano
La razza deve il suo nome a Lipizza, località della ex Jugoslavia dov'è nata e dove è tuttora allevata. Risale al 1580 quando furono importati dalla Penisola Iberica 9 stalloni spagnoli e 24 fattrici. La scuola spagnola fu istituita nel 1572 per insegnare ai nobili l'equitazione classica in un'arena di legno situata nei pressi del palazzo imperiale.
La conformazione tende ad essere quella di un piccolo cavallo versatile, ma un po' tozzo.
I lipizzano è un cavallo agile, atletico e il suo temperamento docile lo rende particolarmente adatto alle discipline dell'Alta Scuola.
La testa ha una buona conformazione. L'influenza araba è spesso evidente, ma talvolta compare il profilo montonino degli antichi cavalli spagnoli.
Il lipizzano giunge a maturità lentamente ed è un soggetto longevo.
La conformazione tende ad essere quella di un piccolo cavallo versatile, ma un po' tozzo.
I lipizzano è un cavallo agile, atletico e il suo temperamento docile lo rende particolarmente adatto alle discipline dell'Alta Scuola.
La testa ha una buona conformazione. L'influenza araba è spesso evidente, ma talvolta compare il profilo montonino degli antichi cavalli spagnoli.
Il lipizzano giunge a maturità lentamente ed è un soggetto longevo.
lunedì 8 ottobre 2012
Cavallo Cob
Piccoli cavalli tarchiati, con un grosso corpo che poggia saldamente su quattro zampe corte e robuste, i cob hanno un aspetto inconfondibile. La conformazione complessiva e la muscolatura breve e possente sono tipiche dell'animale adattato a portar pesi e nn alla velocità.
Non è una razza riconosciuta e di fatto non esistono schemi particolari per la sua produzione. Alcuni degli esemplari migliori risultano dall'incrocio di un irlandese da tiro e di un hunter pesante con un purosangue inglese.
Il loro compito è portare con passo comodo e composto i cavalieri pesanti e magari non più giovani, per cui devono esere di buone maniere e non irritabili.
La testa è solida e sincera, per quanto non si possa proprio definire un esempio di raffinatezza e qualità.
Il collo è piuttosto corto, ma forte e con folta criniera, che viene sempre portata corta.
sabato 6 ottobre 2012
Cavallo Hack
Leggero e aggraziato, ha un'ossatura più leggera dei cavalli da cui deriva ma non piccolissima.
I partecipanti alla classe hack sono principalmente purosangue. Alcuni esemplari, però sono incrociati con arabi, altri, di ottima qualità sono anglo-arabi. Le esposizioni prevedono tre classi: gli small hacks (piccoli, 144-152 cm), i large hacks (grandi, 152-155 cm) e i ladies hacks (per signore, 144-155 cm).
Agli hack sono richiesti il passo, i trotto e il canter; non devono galoppare, ma dare dimostrazioni individuali. Nelle esposizioni britanniche vengono cavalcati anche dallo stesso giudice.
L'azione delve essere diretta, decisa e bassa rispetto al suolo, senza tendenza a falciare o a sollevare il ginocchio. Il trotto è fluido e leggero; il canter lento, leggero e in perfetto equilibrio, il movimento è contraddistinto da particolare brio. Addestrato fino alla perfezione, non necessita tuttavia della disciplinata precisione del cavallo da dressage.
Essenziale è una testa elegante, che denoti l'ottimo lignaggio. Altro requisito sono occhi grandi, spavaldi e generosi.
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