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mercoledì 8 ottobre 2014

Un proiettile in testa: ecco la fine di un cavallo che non serve più.

 Queste sono le foto che l’ippica non vuole che il pubblico veda. Mostrano Wigmore Hall con la gamba rotta durante una corsa all’ippodromo di Doncaster, e poi mentre viene colpito in testa da un veterinario. Le terribili immagini sono state scattate sotto copertura da Animal Aid, sabato 13 settembre e diffuse da Italian Horse Protection. Negli ippodromi britannici muoiono mediamente tre cavalli ogni settimana. Nascosto dietro uno schermo per non essere visto dal pubblico delle tribune, Wigmore Hall è stato brutalmente ucciso con un proiettile esploso col silenziatore. Due minuti prima si era frantumato la gamba anteriore sinistra, galoppando a tutta velocità in una corsa contro altri otto cavalli, a circa 600 metri dal traguardo. Durante la sua breve vita, questo cavallo di sette anni è stato sottoposto a un regime elevatissimo: nei suoi cinque anni “di carriera” ha gareggiato senza sosta, partecipando a 42 corse in totale. La grande maggioranza dei cavalli addestrati in Gran Bretagna gareggia raramente fuori da Inghilterra e Irlanda. Invece Wigmore Hall è stato fatto correre anche negli Stati Uniti, in Canada, Dubai, Singapore, Hong Kong e Francia, in aggiunta alla Gran Bretagna. 
Ha accumulato una somma immensa di premi in denaro per il suo proprietario Mark Hawtin e il suo entourage: in totale 1.334.814 di sterline. Ciò che gli veniva richiesto era notevole: rinchiuso in box per voli a lungo raggio; obbligato a correre nell’umidità estrema, a correre su superfici diverse, terreni e condizioni diversi e su distanze variabili, oltre ad essere sottoposto ad un addestramento che lo spingeva al limite. Oltre alla frenesia del competere contro altri cavalli, veniva incitato con la frusta per spingerlo al massimo sia fisicamente che mentalmente. Le sue ultime tre corse sono state disputate nell’arco di sole quattro settimane, dandogli un periodo di recupero minimo. Wigmore Hall, alla fine, ne ha pagato il prezzo con la sua vita. Più di 1000 cavalli nell’ippica hanno perso la vita sulle piste britanniche da marzo 2007. La gran parte delle loro storie è sconosciuta. Dietro un velo di segretezza il mondo dell’ippica, seguendo il regolamento dell’Authority britannica, rifiuta fermamente di fornire i nomi dei cavalli che vengono abbattuti negli ippodromi, o che spariscono dopo che la loro carriera viene considerata finita (per alcuni anche prima che sia mai iniziata): il loro destino è un mistero. Tuttavia, attraverso ricerche meticolose e la regolare frequentazione degli ippodromi, Animal Aid riesce a dare un nome a molti di quelli che muoiono prematuramente sulle piste: i loro dettagli sono pubblicati sul sito dedicato: Race Horse Deathwatch. 
Dichiara Dene Stansall, consulente di Animal Aid per l’ippica: “Il mondo dell’ippica dovrebbe vergognarsi di questi dati. Il povero Wigmore Hall era uno dei tantissimi cavalli che vengono abbattuti ogni anno perché sono stati spinti oltre i loro limiti sulle piste, oppure perché non hanno un valore commerciale". 

mercoledì 17 novembre 2010

Salto ad ostacoli

La specialità più nota e con un grande impatto tra le discipline equestri è il salto ad ostacoli
Nonostante l’abilità nel superare gli ostacoli fosse decisiva nella caccia e nel trasporto, il salto ad ostacoli costituisce una disciplina equestre di recente istituzione, ammessa alle Olimpiadi solo nel 1912.
I cavalli sono per indole indotti a saltare gli ostacoli, ma farlo con il cavaliere in groppa è un discorso differente: per questo è necessario che il binomio cavallo-cavaliere risulti molto ben affiatato e, soprattutto, che chi monta riesca ad evitare che il proprio peso possa impedire o rendere difficoltosa l’esecuzione di un salto.
I migliori cavalli saltatori possiedono, come requisito fisico fondamentale, stinchi e tendini particolarmente robusti ed allungati.
Inoltre, il dorso deve presentarsi slanciato e non corto, mentre gli arti posteriori hanno una struttura muscolare importante e giunture molto elastiche.
Il salto consiste in 4 fasi distinte da eseguire in rapida successione, l’approccio, lo stacco, la sospensione e l’atterraggio.
Per fare in modo che il cavallo non si arresti istintivamente di fronte all’ostacolo, il cavaliere lo sollecita usando le gambe e, mentre avviene lo stacco, allunga le braccia per far sì che il cavallo possa distendere pienamente il collo.
Nell’attimo precedente il salto, il cavallo abbassa la testa per valutare al meglio la distanza che lo separa dall’ostacolo: a questo punto il cavaliere esercita una leggere pressione sul morso e il cavallo risolleva la testa, raggruppa gli anteriori e i posteriori, caricandovi il peso, e spicca il salto.
Il cavaliere in questa fase deve spostare contemporaneamente il peso del proprio corpo e assecondare il movimento del cavallo.
Infine, il cavallo stende in avanti gli anteriori e, dopo aver toccato terra, solleva la testa per riequilibrarsi e prepararsi al contraccolpo derivante dall’atterraggio degli arti posteriori, quindi riprende il galoppo, preparandosi per l’eventuale successivo salto.
Fra gli ostacoli, quelli semplici sono quelli che è possibile superare con un solo salto.
Le gabbie, invece, rientrano fra gli ostacoli composti, molto vicini fra loro e da superare in rapidissima successione.
Oltre alla gabbia – che richiede due salti consecutivi – esiste la doppia gabbia, con tre salti successivi .
Gli ostacoli composti da elementi posti tutti sullo stesso piano verticale prendono il nome di dritti, come la staccionata, il cancello, il muro.
Particolarmente impegnativi risultano anche l’oxer – ostacolo largo con le barriere intervallate da siepi e arbusti, di altezza uguale o crescente –, e la triplice – largo composto da tre dritti, di altezza via via maggiore nella direzione di superamento dell’ostacolo – della quale esiste anche la variante denominata hog back – tre dritti con l’elemento più alto posto al centro –.
La riviera, infine, fra gli ostacoli più pittoreschi di ogni concorso ippico, consiste in uno specchio d’acqua largo fra i 2 e i 4 mt e profondo non più di 15 cm.