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sabato 7 marzo 2015

Principi di tutela e di gestione degli equidi

Al salone d’onore del CONI è stato presentato venerdì 6 marzo, da CONI,Ministero della SaluteComitato Paralimpico Italiano e dalla Federazione Italiana Sport Equestri, il progetto “Principi di tutela e di gestione degli equidi”. Una pubblicazione che trova nel titolo stesso la sua ragion d’essere e la sua spiegazione: il cavallo è un essere vivente e senziente e come tale ha diritto ad avere l’identico trattamento che deve essere riservato all’essere umano. 

Del quale tra l’altro è da sempre compagno di vita, avventura, lavoro e sport. Una guida semplice che parte dalla cultura e dalla conoscenza del cavallo, delle sue abitudini, delle sue necessità e dallo studio delcorretto rapporto tra uomo ed animale

In queste direzioni sono andati tutti gli interventi dei relatori del convegno che ha introdotto il progetto. A cominciare da quello del presidente del CONI, Giovanni Malagò: "Io non vado a cavallo e non ho un interesse specifico per l’equitazione più che per un’altra disciplina. Il cavallo però è un animale che mi piace e mi affascina. Trovo che certe regole non andrebbero neanche scritte, che certi comportamenti non andrebbero nemmeno codificati: è evidente che un cavallo vada trattato con rispetto e dignità come un essere umano. Ma se serve a creare una cultura dei rapporti tra uomo ed animale, ben venga questa pubblicazione e noi saremo sempre in prima fila nel combattere fenomeni di malcostume o di violenza”.

"Quello equestre è l'unico sport che utilizza oltre all'atleta anche un'altra figura vivente che è quella del cavallo” sono state le parole del presidente di CONI Servizi, Franco ChimentiLuca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Italiano ha sottolineato come il cavallo sia: “Un animale che rapisce e che va preso in considerazione in assoluto così come un essere umano. Molti dei nostri atleti passano per la riabilitazione con l'ippoterapia. Un aspetto che mostra ancor più questo percorso virtuoso, non solo per l'integrazione uomo-cavallo, ma anche culturale che noi dobbiamo favorire e sostenere nel nostro paese". 

Per chiudere, il commissario straordinario della Fise, Giafranco Ravà, che ha commentato: "In questo manuale vengono raccolti tutti gli indirizzi più attuali della Federazione internazionale e del CIO per una migliore gestione del rapporto con l'animale”. 

sabato 27 settembre 2014

Tecnica per la cura del cavallo

Legare il cavallo nel box, o, se possibile ai due venti in scuderia, per poter girare intorno al cavallo in tutta tranquillità. 

Striglia - massaggiare tutto il mantello con la striglia, particolare "raspa" in ferro o gomma di forma ovale dotata di dentellatura. Cominciando dal collo, con un movimento circolare della mano, scendendo piano piano lungo il corpo e le zampe, fino al ginocchio, facendo attenzione che sotto la pancia il cavallo potrebbe soffrire il solletico. La striglia va pulita ogni tanto battendola leggermente contro la parete per far cadere a terra lo sporco raccolto. 

Bruscone, grande spazzola con setole in radica o sintetiche. Dopo la striglia il manto del cavallo va spazzolato energicamente sempre partendo dal collo.

Ogni tanto il bruscone va strofinato energicamente contro la striglia per ripulirlo. 

Spazzola morbida ha il compito di eliminare i residui di sporco e lucidare il pelo e si utilizza col movimento circolare utilizzato con la striglia e il bruscone. 

La testa va pulita con delicatezza, evitando la zona intorno agli occhi, passando prima il bruscone e poi la spazzola per finire con una spugna inumidita per pulire la zona degli occhi, del naso e della bocca.

Spugnaper la pulizia del cavallo servono due spugne diverse una per il muso e l'altra per i genitali.

Quindi con una spugna pulire con delicatezza i genitali, sollevando la coda. 

Per ciuffo e criniera usare una spazzolina in plastica di quelle comunemente usate per i capelli.

Coda, per non strappare e rovinare di crini della coda durante la pulizia, è necessario dividere la coda in tante piccole ciocche per spazzolarle poco alla volta, dopo aver cosparso la coda con un balsamo districante e lucidante per sciogliere i nodi e rendere i crini morbidi. 

Lucidatura , l'ultimo tocco del grooming è la lucidatura del mantello. Spruzzare il lucidante per pelo su uno straccio di lana e passarlo in un ultimo massaggio circolare su tutto il mantello.

martedì 23 settembre 2014

cura giornaliera del cavallo



La pulizia quotidiana del cavallo serve a eliminare le incrostazioni di sudore che si formano nella zona della sella e delle cinghie del sottopancia ed i residui di fango o sabbia, che, se non rimossi potrebbero causare escoriazioni, dette fiaccature. 

Compiendo le quotidiane operazioni di pulizia svolgiamo anche un massaggio benefico sul mantello e sui muscoli sottostanti (sotto il mantello, scorrono i "muscoli pellicciai" che il cavallo utilizza abitualmente per scacciare le mosche con la vibrazione del mantello che tutti notiamo) stimolando la circolazione dei vasi sanguigni e riscaldando la muscolatura.

La pulizia del piede è fondamentale per la buona salute dell'unghia che, se trascurata a lungo, rischierebbe addirittura di imputridire.

Bisogna ripulire regolarmente gli zoccoli dai residui di lettiera, terra e sabbia, almeno due volte al giorno, prima e dopo il lavoro. 

Oltre che per mantenere sano il piede del cavallo, è un modo per verificare che non ci siano sassolini, vetri o altri corpi estranei incastrati tra l'unghia e il ferro e che i tessuti del piede non siano troppo molli o eccessivamente secchi.

Usando il nettapiedi, l'apposito attrezzo in ferro o plastica dotato di impugnatura con la parte terminale a uncino, togliere dagli zoccoli i residui di terra e sabbia e cospargere lo zoccolo con grasso idratante ed emolliente per le unghie, utilizzando un pennello. 

Il grasso va applicato due volte la settimana, ma d'estate, quando il cavallo viene sottoposto a frequenti lavaggi e a docce rinfrescanti, o se andando in campagna si attraversino pozzanghere e corsi d'acqua, è necessario applicare il grasso più spesso per evitare che l'unghia si screpoli.

martedì 9 settembre 2014

Cavalli in branco

Il cavallo allo stato brado tende ad associarsi a suoi simili e a costituire branchi.
La vita in branco comporta seguire precise regole di vita, che sono fondamentali per assicurare la sicurezza, la stabilità, e la sopravvivenza del branco stesso.
La piccola società che si crea all’interno di un branco non è assolutamente paritaria.
Esiste invece una ben precisa gerarchia sociale, con un leader, e dove i soggetti più grandi, forti, e anziani dominano gerarchicamente gli altri soggetti.
Le dinamiche sociali di un branco di cavalli sono molto simili a quelle umane.
Anche tra i cavalli, i puledri tendono a stare insieme tra di loro (al pari dei nostri teenager).
Come pure si sviluppano relazioni a due, molto simili alla nostra “amicizia”, che non sono assolutamente legate a motivazioni sessuali.