- Se il tuo cavallo trascorrerà l'inverno all'aperto, in un clima invernale temperato, stai attento alla pioggia. Il freddo umido è molto meno tollerabile rispetto a quello asciutto, e dovresti prendere in considerazione la possibilità di coprirlo, nonché di assicurarti che ci sia accesso a una qualche forma di riparo, come un capanno, per consentire al cavallo di rifugiarcisi in caso di pioggia.
- Informati su come rendere adeguato un fienile per l'inverno.
- Punta a quattro-sei ore settimanali di cavalcata in inverno. Questo è specialmente importante se sei un amazzone che partecipa alle gare e ti rassicura del fatto che i cavalli giovani si abituino al lavoro richiesto loro.
- Pianifica bene in anticipo. In inverno, i tempi di spostamento e di preparazione si allungano e i giorni si accorciano. Sii cosciente dei vincoli di tempo che interessano la tua abilità di cavalcare un cavallo e prenderti cura di lui.
- Riscalda il morso prima di metterlo al cavallo. Fai scorrerci su dell'acqua calda, o usa un gel riscaldante per le mani non tossico. Se non hai accesso a nessuna delle due cose, rimuovi il morso dalla briglia e mettilo in tasca, vicino alla pelle, mentre prepari tutto il resto. Puoi anche respirare sul morso per riscaldarlo.
- Un'altra alternativa è usare un morso di acciaio dolce, che non è tanto aggressivo e non diventa freddo come l'acciaio normale.
- Pulisci bene gli zoccoli del cavallo. Stendi uno strato di spray da cucina antiaderente o della vaselina su questa zona; ciò preverrà che si creino delle formazioni di ghiaccio o di neve al loro interno.
- Spazzola il cavallo. Questo non solo è utile per riscaldare i muscoli del cavallo, ma serve anche come un eccellente esercizio di riscaldamento per te.
- Considera l'utilizzo di una coperta da equitazione per prevenire che i muscoli del cavallo si raffreddino mentre cavalchi. Questo è specialmente importante per un cavallo dal pelo corto o dalla cute sottile o per uno confinato a lungo in una stalla. Usala sia quando lo prepari per la cavalcata sia mentre lo cavalchi.
- I cavalli sono soggetti anche a dei problemi cutanei in inverno, come la dermatofitosi, le punture causate dagli insetti nel giaciglio, la tigna e le infezioni dei graffi. Mantieni il quadrupede pulito, ordinato e appropriatamente medicato. Attento a non coprire un cavallo bagnato o a usare delle coperte che non gli permettono di traspirare: ciò può causare un accumulo di umidità. Consulta subito il veterinario per trattare i problemi cutanei.
Visita il mio negozio ebay Fashionissimo in sella e oltre...
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Visualizzazione post con etichetta box. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta box. Mostra tutti i post
giovedì 2 ottobre 2014
Cura del cavallo in inverno
lunedì 22 settembre 2014
Chi è il cavallo? Vive bene nei box?
Chi è veramente il cavallo? A questa domanda non è semplice rispondere: «Della mente del cavallo sappiamo pochissimo l’abbiamo sempre considerato una sorta di motocicletta, un animale addestrato a rispondere meccanicamente ai nostri comandi». E studiare questi equini in condizioni davvero naturali non è facile. I cavalli che vediamo galoppare liberi e selvaggi nei film western, come in Gli spostati, di John Huston (1961) in realtà non sono animali selvatici, ma rinselvatichiti. Erano animali domestici che sono scappati, o sono stati abbandonati e sono tornati alla vita naturale. Perché i veri cavalli selvatici, in America, si sono estinti circa 10.000 anni fa, probabilmente per colpa dell’uomo.
Furono poi gli Spagnoli, nel XVI secolo, a riportare i cavalli in quelle terre e quelli che vediamo nei film sono i loro discendenti.
In Europa l'estinzione è più recente: il cavallo di Przewalski – una specie rimasta selvatica - si è estinto negli anni ’50
Per migliorare la salute – soprattutto “psicologica” - di questi animali, sarebbe opportuno rendere più confortevoli le condizioni di vita negli allevamenti. A cominciare dal tempo che passano chiusi nei box.
Furono poi gli Spagnoli, nel XVI secolo, a riportare i cavalli in quelle terre e quelli che vediamo nei film sono i loro discendenti.
In Europa l'estinzione è più recente: il cavallo di Przewalski – una specie rimasta selvatica - si è estinto negli anni ’50
Purtroppo molto spesso negli allevamenti i cavalli sono trattati in modo tale da non assecondare le loro esigenze etologiche: spesso vengono strappati troppo presto alla madre e vivono in isolamento nei box mangiando solo due volte al giorno (invece che per tutta la giornata come farebbero in libertà). Questo può portare a diversi problemi comportamentali: tic, vizi, stereotipie. Come il cosiddetto “ticchio di appoggio”, ovvero appoggiare gli incisivi superiori sulla staccionata, il ticchio aerofagico (aspirare continuamente aria), fare il “ballo dell’orso”, girare in cerchio, battere continuamente il terreno con una delle zampe anteriori e così via.
Per migliorare la salute – soprattutto “psicologica” - di questi animali, sarebbe opportuno rendere più confortevoli le condizioni di vita negli allevamenti. A cominciare dal tempo che passano chiusi nei box.
Iscriviti a:
Post (Atom)