Al salone d’onore del CONI è stato presentato venerdì 6 marzo, da CONI,Ministero della Salute, Comitato Paralimpico Italiano e dalla Federazione Italiana Sport Equestri, il progetto “Principi di tutela e di gestione degli equidi”. Una pubblicazione che trova nel titolo stesso la sua ragion d’essere e la sua spiegazione: il cavallo è un essere vivente e senziente e come tale ha diritto ad avere l’identico trattamento che deve essere riservato all’essere umano.
Del quale tra l’altro è da sempre compagno di vita, avventura, lavoro e sport. Una guida semplice che parte dalla cultura e dalla conoscenza del cavallo, delle sue abitudini, delle sue necessità e dallo studio delcorretto rapporto tra uomo ed animale.
In queste direzioni sono andati tutti gli interventi dei relatori del convegno che ha introdotto il progetto. A cominciare da quello del presidente del CONI, Giovanni Malagò: "Io non vado a cavallo e non ho un interesse specifico per l’equitazione più che per un’altra disciplina. Il cavallo però è un animale che mi piace e mi affascina. Trovo che certe regole non andrebbero neanche scritte, che certi comportamenti non andrebbero nemmeno codificati: è evidente che un cavallo vada trattato con rispetto e dignità come un essere umano. Ma se serve a creare una cultura dei rapporti tra uomo ed animale, ben venga questa pubblicazione e noi saremo sempre in prima fila nel combattere fenomeni di malcostume o di violenza”.
"Quello equestre è l'unico sport che utilizza oltre all'atleta anche un'altra figura vivente che è quella del cavallo” sono state le parole del presidente di CONI Servizi, Franco Chimenti. Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Italiano ha sottolineato come il cavallo sia: “Un animale che rapisce e che va preso in considerazione in assoluto così come un essere umano. Molti dei nostri atleti passano per la riabilitazione con l'ippoterapia. Un aspetto che mostra ancor più questo percorso virtuoso, non solo per l'integrazione uomo-cavallo, ma anche culturale che noi dobbiamo favorire e sostenere nel nostro paese".
Per chiudere, il commissario straordinario della Fise, Giafranco Ravà, che ha commentato: "In questo manuale vengono raccolti tutti gli indirizzi più attuali della Federazione internazionale e del CIO per una migliore gestione del rapporto con l'animale”.
Visita il mio negozio ebay Fashionissimo in sella e oltre...
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Visualizzazione post con etichetta disciplina equestre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disciplina equestre. Mostra tutti i post
sabato 7 marzo 2015
lunedì 28 marzo 2011
Rolex Fei World Cup a 's-Hertogenbosch
Ha trionfato ieri all'ultima tappa della Rolex Fei World Cup Denis Lynch seguito dagli olandesi Jeroen Dubbeldam e Eric van der Vleuten.
Il percorso si è presentato impegnativo viste anche le dimensioni del campo e il numero di ostacoli. Linee diagonali affiancate una all'altra per sfruttare ogni centimetro e passaggi da un'ostacolo all'altro con i tempi misuratissimi. I più in difficoltà sono stati i cavalieri con i cavalli più imponenti come altezza, più difficili da contenere in spazi così ristretti. Uno di questi è stato Emanuele Gaudiano che con Uppercat si è mantenuto bene fino all'ultima diagonale che ha sancito la sua non partecipazione al barrage.
Rimaniamo in attesa della finale.
venerdì 3 dicembre 2010
Amadeus Indoors Horse
Secondo il motto "Gli ultimi saranno i primi!" nella prima qualificazione per il Gran Premio di Pappas di domenica ha vinto il belga Niels Brunyseels. Si è piazzato appena davanti all'attuale numero uno, Gerfried Puck, cui ha strappato il posto. E' stata comunque una giornata notevole per la "dream team" della Carinzia.
Nella categoria giovanile, Il primo vincitore del campionato è Viktoriabau Lisa Hall-Maria Daller! Arrivò con il suo austriaco Wallach "Picasso" di Land Down con quattro punti di penalità e con un tempo di 51,86 secondi. Così hanno deciso il concorso. Il secondo classificato è stata Auer faida con Elisabeth "Uppsala". |
lunedì 29 novembre 2010
Endurance
Con l'Endurance si mettono in luce le doti del cavaliere e del cavallo nell'effettuare percorsi di varie lunghezze, su terreni di diversa natura, in tempi determinati (per la fase di regolarità), o nel minor tempo possibile (nelle gare di velocità), salvaguardando sempre e comunque l'integrità del cavallo, impiegando le andature adatte al terreno e le velocità conformi all'allenamento e condizione fisica del cavallo stesso.
Le gare di regolarità sono prove di addestramento, in cui si dimostra la padronanza delle velocità e delle andature, in rapporto alle condizioni del terreno e a quelle fisiche ed atletiche del cavallo. Occorre rientrare nei tempi, per i quali vengono fissati minimi e massimi consentiti.
Le gare di velocità sono prove di resistenza con cui vengono valutate la capacità sportiva e di gestione del cavaliere unitamente alla condizione fisica del cavallo. In queste gare il risultato viene conseguito in base al tempo impiegato (gare a tempo) e le classifiche sono stilate secondo l’ordine di arrivo al traguardo finale.
Sia nelle gare di regolarità sia in quelle di velocità i cavalli sono sottoposti a controlli veterinari prima della
partenza, durante il percorso e dopo l’arrivo, per salvaguardarne l’incolumità e la salute. Anche in questo caso i controlli devono rispettare parametri fissati tra un minimo e un massimo e tra uno step e l'altro della gara vengono fissati periodo di riposo obbligatori perché il cavallo si possa ristorare.
giovedì 25 novembre 2010
Volteggio
Stasera parliamo di volteggio, sulla scia della competizione giovanile che si è svolta di recente in Toscana. Ma cos'è il volteggio?
Il volteggio é uno sport equestre entrato a far parte delle discipline della F.I.S.E (Federazione Italiana Sport Equestri) dal 1993; Molto praticato, in altri paesi europei, rappresenta un approccio propedeutico fondamentale per avvicinarsi e conoscere il cavallo e costituisce un valido aiuto allo sviluppo armonico delle potenzialità psico-fisiche dei bambini e degli adolescenti, si effettua in un circolo con il cavallo guidato dal centro da un "longeur" attraverso una longia.. L'attività dei volteggiatori consiste nelle azioni di salita e discesa e in una serie di esercizi ginnici eseguiti sul cavallo in movimento.
IL cavallo è un vero protagonista, essere vivente e non attrezzo o tappeto e questo ci apre a tutta una tematica delle sue esigenze e della sua sensibilità che ci induce a considerare l'esigenza della massima leggerezza con cui vanno fatti tutti gli esercizi Esso diventa l'origine del movimento, ed il volteggio é proprio l'arte del movimento nel movimento..
Il cavallo deve avere un buon carattere ed essere ben addestrato, lavora sempre sotto la guida del "longeur- istruttore" e i ragazzi, che non devono preoccuparsi della sua conduzione, dedicano tutta l'attenzione a seguire il ritmo ed il movimento delle andature. A differenza degli altri sport equestri il cavallo non appartiene a nessun allievo è di tutti ed è un fondamentale componente della squadra I ragazzi imparano ad amarlo in modo naturale come compagno di squadra e di gioco, insieme lo preparano, pulendolo, facendolo passeggiare, facendosi accettare.
É attraverso tutte queste azioni che vengono vinti i timori, si instaura un rapporto di conoscenza e di rispetto tra cavalli e ragazzi, e si sviluppano quelle capacità motorie raffinate che sono alla base di tutte le discipline equestricarezze e con i piccoli premi e leccornie che ognuno porta da casa.
Il volteggio é uno sport equestre entrato a far parte delle discipline della F.I.S.E (Federazione Italiana Sport Equestri) dal 1993; Molto praticato, in altri paesi europei, rappresenta un approccio propedeutico fondamentale per avvicinarsi e conoscere il cavallo e costituisce un valido aiuto allo sviluppo armonico delle potenzialità psico-fisiche dei bambini e degli adolescenti, si effettua in un circolo con il cavallo guidato dal centro da un "longeur" attraverso una longia.. L'attività dei volteggiatori consiste nelle azioni di salita e discesa e in una serie di esercizi ginnici eseguiti sul cavallo in movimento.
IL cavallo è un vero protagonista, essere vivente e non attrezzo o tappeto e questo ci apre a tutta una tematica delle sue esigenze e della sua sensibilità che ci induce a considerare l'esigenza della massima leggerezza con cui vanno fatti tutti gli esercizi Esso diventa l'origine del movimento, ed il volteggio é proprio l'arte del movimento nel movimento..
Il cavallo deve avere un buon carattere ed essere ben addestrato, lavora sempre sotto la guida del "longeur- istruttore" e i ragazzi, che non devono preoccuparsi della sua conduzione, dedicano tutta l'attenzione a seguire il ritmo ed il movimento delle andature. A differenza degli altri sport equestri il cavallo non appartiene a nessun allievo è di tutti ed è un fondamentale componente della squadra I ragazzi imparano ad amarlo in modo naturale come compagno di squadra e di gioco, insieme lo preparano, pulendolo, facendolo passeggiare, facendosi accettare.
É attraverso tutte queste azioni che vengono vinti i timori, si instaura un rapporto di conoscenza e di rispetto tra cavalli e ragazzi, e si sviluppano quelle capacità motorie raffinate che sono alla base di tutte le discipline equestricarezze e con i piccoli premi e leccornie che ognuno porta da casa.
martedì 23 novembre 2010
Dressage a Stoccarda
Non solo salto ad ostacoli a Stoccarda. Nell'arena indoor gli spettatori sono sempre al caldo. Il campo prova è nell'arena a fianco in cui c'è libero accesso, mentre i cavalli sono alloggiati in altri locali riscaldati.
La stella del Gran Prix è stato Totilas che guidato da Edward Gal si è piazzato in testa con un 79,021%, veramente eccezionale per un cavallo così giovane
Nel Cdi invece ha primeggiato Augustin assieme all'amazzone austriaca Victoria MaxTheurer.
L'azzurra Valentina Truppa continua la sua serie di positive performance conquistando il quinto posto in sella all'indigeno Eremo del Castegno. 72,085% il giudizio ottenuto dal binomio italiano.
lunedì 22 novembre 2010
Corsa del galoppo
Nella corsa al galoppo il fantino per i primi 200 metri di corsa deve seguire la traiettoria derivante dal suo punto di partenza, tale distanza viene segnalata dal triangolo rosso con la scritta "200".
Tutti i concorrenti dovranno effettuare la corsa mantenendo l'andatura al galoppo, fatta eccezione per incidenti verificatisi in fase di arrivo.
Ogni fantino e' tenuto a mantenere sempre la propria linea di corsa, fatta eccezione per le prese di posizione e i sorpassi. Non si puo' tagliare la linea di corsa di un altro cavallo se non dopo averlo superato di almeno due lunghezze, i concorrenti sono tenuti a dare il massimo impegno in gara senza ostacolare in alcun modo la corsa dei prori avversari e rispettando integralmente il regolamento associato alla propria categoria.
Regole adatte ad una corsa nobile come quella a cavallo, basata sul rispetto degli altri cavalieri e sulla sportività. Certo una corsa di origini antiche e ancora un po' distante dal rispetto dovuto al cavallo lanciato al massimo senza risparmiargli frustate per stimolare la velocità.
Tutti i concorrenti dovranno effettuare la corsa mantenendo l'andatura al galoppo, fatta eccezione per incidenti verificatisi in fase di arrivo.
Ogni fantino e' tenuto a mantenere sempre la propria linea di corsa, fatta eccezione per le prese di posizione e i sorpassi. Non si puo' tagliare la linea di corsa di un altro cavallo se non dopo averlo superato di almeno due lunghezze, i concorrenti sono tenuti a dare il massimo impegno in gara senza ostacolare in alcun modo la corsa dei prori avversari e rispettando integralmente il regolamento associato alla propria categoria.
Regole adatte ad una corsa nobile come quella a cavallo, basata sul rispetto degli altri cavalieri e sulla sportività. Certo una corsa di origini antiche e ancora un po' distante dal rispetto dovuto al cavallo lanciato al massimo senza risparmiargli frustate per stimolare la velocità.
giovedì 18 novembre 2010
Il concorso completo
Ecco una disciplina nota a pochi, molto impegnativa per cavallo e cavaliere: il completo.
La pratica del Concorso Completo richiede da parte del cavaliere esperienza e versatilità in tutte le discipline equestri in proporzione alla prova da affrontare, ed una precisa conoscenza delle possibilit`a del proprio cavallo, presentandolo con un buon livello di preparazione psicofisica, risultato di un addestramento valido e di un allenamento razionale.
Il Concorso Completo di Equitazione comprende tre distinte prove nelle quali il cavaliere monta lo stesso cavallo:
• una prova di Dressage, che sarà sempre disputata per prima.
• una prova di Cross Country, che potrà essere disputata come seconda o terza Prova
• una prova di Salto Ostacoli, che potrà essere disputata come seconda o terza Prova
In linea di principio la prova di Cross Country dovrà essere sempre la più importante delle tre prove del Concorso Completo. Ma le difficoltà tecniche delle prove di Dressage e di Salto Ostacoli dovranno concorrere in sostanziale equilibrio fra loro e la prova di Cross Country affinché risultino più competitivi i binomi che riescono a primeggiare in tutte e tre le prove.
mercoledì 17 novembre 2010
Salto ad ostacoli
La specialità più nota e con un grande impatto tra le discipline equestri è il salto ad ostacoli
Nonostante l’abilità nel superare gli ostacoli fosse decisiva nella caccia e nel trasporto, il salto ad ostacoli costituisce una disciplina equestre di recente istituzione, ammessa alle Olimpiadi solo nel 1912.
I cavalli sono per indole indotti a saltare gli ostacoli, ma farlo con il cavaliere in groppa è un discorso differente: per questo è necessario che il binomio cavallo-cavaliere risulti molto ben affiatato e, soprattutto, che chi monta riesca ad evitare che il proprio peso possa impedire o rendere difficoltosa l’esecuzione di un salto.
I migliori cavalli saltatori possiedono, come requisito fisico fondamentale, stinchi e tendini particolarmente robusti ed allungati.
Inoltre, il dorso deve presentarsi slanciato e non corto, mentre gli arti posteriori hanno una struttura muscolare importante e giunture molto elastiche.
Il salto consiste in 4 fasi distinte da eseguire in rapida successione, l’approccio, lo stacco, la sospensione e l’atterraggio.
Per fare in modo che il cavallo non si arresti istintivamente di fronte all’ostacolo, il cavaliere lo sollecita usando le gambe e, mentre avviene lo stacco, allunga le braccia per far sì che il cavallo possa distendere pienamente il collo.
Nell’attimo precedente il salto, il cavallo abbassa la testa per valutare al meglio la distanza che lo separa dall’ostacolo: a questo punto il cavaliere esercita una leggere pressione sul morso e il cavallo risolleva la testa, raggruppa gli anteriori e i posteriori, caricandovi il peso, e spicca il salto.
Il cavaliere in questa fase deve spostare contemporaneamente il peso del proprio corpo e assecondare il movimento del cavallo.
Infine, il cavallo stende in avanti gli anteriori e, dopo aver toccato terra, solleva la testa per riequilibrarsi e prepararsi al contraccolpo derivante dall’atterraggio degli arti posteriori, quindi riprende il galoppo, preparandosi per l’eventuale successivo salto.
Fra gli ostacoli, quelli semplici sono quelli che è possibile superare con un solo salto.
Le gabbie, invece, rientrano fra gli ostacoli composti, molto vicini fra loro e da superare in rapidissima successione.
Oltre alla gabbia – che richiede due salti consecutivi – esiste la doppia gabbia, con tre salti successivi .
Gli ostacoli composti da elementi posti tutti sullo stesso piano verticale prendono il nome di dritti, come la staccionata, il cancello, il muro.
Particolarmente impegnativi risultano anche l’oxer – ostacolo largo con le barriere intervallate da siepi e arbusti, di altezza uguale o crescente –, e la triplice – largo composto da tre dritti, di altezza via via maggiore nella direzione di superamento dell’ostacolo – della quale esiste anche la variante denominata hog back – tre dritti con l’elemento più alto posto al centro –.
La riviera, infine, fra gli ostacoli più pittoreschi di ogni concorso ippico, consiste in uno specchio d’acqua largo fra i 2 e i 4 mt e profondo non più di 15 cm.
Iscriviti a:
Post (Atom)
