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mercoledì 19 novembre 2014

Cavallo gioca in acqua

Un cavallo ha paura di attraversare un fiumiciattolo, dato che probabilmente ci si trova davanti per la prima volta. La ragazza che lo cavalca decide di scendere per mostrare all’animale che l’acqua non nasconde nessuna insidia. Per convincere il cavallo la ragazza comincia a giocare mettendo il piede nell’acqua.
Il cavallo è ancora titubante, la ragazza prova a tirarlo ma lui niente, resta fermo. L’animale poi si convince edentra nel fiumiciattolo dove scopre che l’acqua non gli fa paura. Il cavallo, forse a voler imitare la ragazza, una volta dentro comincia a far schizzare fuori l’acqua colpendola con lo zoccolo. La ragazza comincia a ridere e anche il cavallo sembra divertirsi molto.

giovedì 11 novembre 2010

Ancora sulla doma dolce

In tempi più recenti si è sviluppata, e progressivamente diffusa, una tecnica alternativa: la “doma dolce”, conosciuta anche come “doma gentile” o “doma etologica”.
Le varianti sono numerose anche nel caso della doma dolce, ma il comune denominatore è il tentare di comunicare col cavallo, rispettandone i suoi tempi ed i suoi meccanismi d’apprendimento.
La doma gentile non vuole certo far passare il concetto che il cavallo sia felice di indossare i finimenti e di portare a spasso un suo antico predatore sulla schiena.
La doma dolce vuole però dimostrare come imparando a comunicare col cavallo in maniera per lui comprensibile si arrivino ad ottenere ottimi risultati senza alcun ricorso alla violenza.
Alla base della doma dolce c’è lo sfruttare la naturale tendenza alla gregarietà del cavallo.
Il cavallo infatti è portato a vivere in branco e a riconoscere un ruolo di guida allo stallone dominante.
L’uomo attraverso la doma gentile tende a farsi riconoscere il ruolo di guida, di capobranco.
Una volta compiuta questa accettazione, il cavallo sarà naturalmente incline a seguire ogni indicazione proveniente dall’uomo.

mercoledì 10 novembre 2010

La doma dolce

 Il primo a parlare di un addestramento “gentile”, che fosse privo di dolore per i cavalli, probabilmente è stato Senofonte. Suo infatti è un famoso trattato sull’equitazione, composto nel 350 Avanti Cristo, che diceva come fosse indispensabile il benessere e la tranquillità del cavallo anche ai fini del rendimento del lavoro di quest’ultimo.
Il primo a teorizzare un vero e proprio Sistema Naturale di Equitazione, fu tuttavia il capitano di cavalleria Federico Caprilli, livornese, vissuto tra il XIX e il XX secolo. Nella sua lunga esperienza militare, Caprilli si rese conto che se il cavaliere era in grado di non ostacolare i movimenti del cavallo quest’ultimo si dimostrava infinitamente più rilassato e disponibile all’interazione col proprio addestratore. Nel giro di pochissimo tempo, grazie alla straordinaria efficacia del suo Sistema, i metodi di Caprilli furono adottati dalle più importanti cavallerie del mondo. Al giorno d’oggi tra i più grandi portavoce e insegnanti dei metodi della doma gentile ci sono senz’altro lo statunitense Monty Roberts e l’inglese Kelly Marks, oltre all’americano Pat Parelli, molto conosciuto e apprezzato in tutta Europa.
Alla fine degli anni ’80, il metodo Roberts conobbe una strepitosa diffusione prima in Inghilterra e poi nel resto del mondo. Nel 1989, infatti, Roberts ebbe il compito di formare il personale delle scuderie reali inglesi. In quell’occasione la regina Elisabetta II d’Inghilterra fu così colpita dalle metodiche e dalle potenzialità delle tecniche di doma gentile che provvide a organizzare una lunga serie di incontri dimostrativi in tutto il Regno Unito.