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giovedì 2 ottobre 2014

Cura del cavallo in inverno

  • Se il tuo cavallo trascorrerà l'inverno all'aperto, in un clima invernale temperato, stai attento alla pioggia. Il freddo umido è molto meno tollerabile rispetto a quello asciutto, e dovresti prendere in considerazione la possibilità di coprirlo, nonché di assicurarti che ci sia accesso a una qualche forma di riparo, come un capanno, per consentire al cavallo di rifugiarcisi in caso di pioggia.
  • Informati su come rendere adeguato un fienile per l'inverno.
  • Punta a quattro-sei ore settimanali di cavalcata in inverno. Questo è specialmente importante se sei un amazzone che partecipa alle gare e ti rassicura del fatto che i cavalli giovani si abituino al lavoro richiesto loro.
  • Pianifica bene in anticipo. In inverno, i tempi di spostamento e di preparazione si allungano e i giorni si accorciano. Sii cosciente dei vincoli di tempo che interessano la tua abilità di cavalcare un cavallo e prenderti cura di lui.
  • Riscalda il morso prima di metterlo al cavallo. Fai scorrerci su dell'acqua calda, o usa un gel riscaldante per le mani non tossico. Se non hai accesso a nessuna delle due cose, rimuovi il morso dalla briglia e mettilo in tasca, vicino alla pelle, mentre prepari tutto il resto. Puoi anche respirare sul morso per riscaldarlo.
    • Un'altra alternativa è usare un morso di acciaio dolce, che non è tanto aggressivo e non diventa freddo come l'acciaio normale.
  • Pulisci bene gli zoccoli del cavallo. Stendi uno strato di spray da cucina antiaderente o della vaselina su questa zona; ciò preverrà che si creino delle formazioni di ghiaccio o di neve al loro interno.
  • Spazzola il cavallo. Questo non solo è utile per riscaldare i muscoli del cavallo, ma serve anche come un eccellente esercizio di riscaldamento per te.
  • Considera l'utilizzo di una coperta da equitazione per prevenire che i muscoli del cavallo si raffreddino mentre cavalchi. Questo è specialmente importante per un cavallo dal pelo corto o dalla cute sottile o per uno confinato a lungo in una stalla. Usala sia quando lo prepari per la cavalcata sia mentre lo cavalchi.
  • I cavalli sono soggetti anche a dei problemi cutanei in inverno, come la dermatofitosi, le punture causate dagli insetti nel giaciglio, la tigna e le infezioni dei graffi. Mantieni il quadrupede pulito, ordinato e appropriatamente medicato. Attento a non coprire un cavallo bagnato o a usare delle coperte che non gli permettono di traspirare: ciò può causare un accumulo di umidità. Consulta subito il veterinario per trattare i problemi cutanei.

sabato 27 settembre 2014

Tecnica per la cura del cavallo

Legare il cavallo nel box, o, se possibile ai due venti in scuderia, per poter girare intorno al cavallo in tutta tranquillità. 

Striglia - massaggiare tutto il mantello con la striglia, particolare "raspa" in ferro o gomma di forma ovale dotata di dentellatura. Cominciando dal collo, con un movimento circolare della mano, scendendo piano piano lungo il corpo e le zampe, fino al ginocchio, facendo attenzione che sotto la pancia il cavallo potrebbe soffrire il solletico. La striglia va pulita ogni tanto battendola leggermente contro la parete per far cadere a terra lo sporco raccolto. 

Bruscone, grande spazzola con setole in radica o sintetiche. Dopo la striglia il manto del cavallo va spazzolato energicamente sempre partendo dal collo.

Ogni tanto il bruscone va strofinato energicamente contro la striglia per ripulirlo. 

Spazzola morbida ha il compito di eliminare i residui di sporco e lucidare il pelo e si utilizza col movimento circolare utilizzato con la striglia e il bruscone. 

La testa va pulita con delicatezza, evitando la zona intorno agli occhi, passando prima il bruscone e poi la spazzola per finire con una spugna inumidita per pulire la zona degli occhi, del naso e della bocca.

Spugnaper la pulizia del cavallo servono due spugne diverse una per il muso e l'altra per i genitali.

Quindi con una spugna pulire con delicatezza i genitali, sollevando la coda. 

Per ciuffo e criniera usare una spazzolina in plastica di quelle comunemente usate per i capelli.

Coda, per non strappare e rovinare di crini della coda durante la pulizia, è necessario dividere la coda in tante piccole ciocche per spazzolarle poco alla volta, dopo aver cosparso la coda con un balsamo districante e lucidante per sciogliere i nodi e rendere i crini morbidi. 

Lucidatura , l'ultimo tocco del grooming è la lucidatura del mantello. Spruzzare il lucidante per pelo su uno straccio di lana e passarlo in un ultimo massaggio circolare su tutto il mantello.

martedì 23 settembre 2014

cura giornaliera del cavallo



La pulizia quotidiana del cavallo serve a eliminare le incrostazioni di sudore che si formano nella zona della sella e delle cinghie del sottopancia ed i residui di fango o sabbia, che, se non rimossi potrebbero causare escoriazioni, dette fiaccature. 

Compiendo le quotidiane operazioni di pulizia svolgiamo anche un massaggio benefico sul mantello e sui muscoli sottostanti (sotto il mantello, scorrono i "muscoli pellicciai" che il cavallo utilizza abitualmente per scacciare le mosche con la vibrazione del mantello che tutti notiamo) stimolando la circolazione dei vasi sanguigni e riscaldando la muscolatura.

La pulizia del piede è fondamentale per la buona salute dell'unghia che, se trascurata a lungo, rischierebbe addirittura di imputridire.

Bisogna ripulire regolarmente gli zoccoli dai residui di lettiera, terra e sabbia, almeno due volte al giorno, prima e dopo il lavoro. 

Oltre che per mantenere sano il piede del cavallo, è un modo per verificare che non ci siano sassolini, vetri o altri corpi estranei incastrati tra l'unghia e il ferro e che i tessuti del piede non siano troppo molli o eccessivamente secchi.

Usando il nettapiedi, l'apposito attrezzo in ferro o plastica dotato di impugnatura con la parte terminale a uncino, togliere dagli zoccoli i residui di terra e sabbia e cospargere lo zoccolo con grasso idratante ed emolliente per le unghie, utilizzando un pennello. 

Il grasso va applicato due volte la settimana, ma d'estate, quando il cavallo viene sottoposto a frequenti lavaggi e a docce rinfrescanti, o se andando in campagna si attraversino pozzanghere e corsi d'acqua, è necessario applicare il grasso più spesso per evitare che l'unghia si screpoli.

lunedì 22 settembre 2014

Chi è il cavallo? Vive bene nei box?

Chi è veramente il cavallo? A questa domanda non è semplice rispondere: «Della mente del cavallo sappiamo pochissimo  l’abbiamo sempre considerato una sorta di motocicletta, un animale addestrato a rispondere meccanicamente ai nostri comandi». E studiare questi equini in condizioni davvero naturali non è facile. I cavalli che vediamo galoppare liberi e selvaggi nei film western, come in Gli spostati, di John Huston (1961) in realtà non sono animali selvatici, ma rinselvatichiti. Erano animali domestici che sono scappati, o sono stati abbandonati e sono tornati alla vita naturale. Perché i veri cavalli selvatici, in America, si sono estinti circa 10.000 anni fa, probabilmente per colpa dell’uomo. 
Furono poi gli Spagnoli, nel XVI secolo, a riportare i cavalli in quelle terre e quelli che vediamo nei film sono i loro discendenti. 
In Europa l'estinzione è più recente: il cavallo di Przewalski – una specie rimasta selvatica - si è estinto negli anni ’50
Purtroppo molto spesso negli allevamenti i cavalli sono trattati in modo tale da non assecondare le loro esigenze etologiche: spesso vengono strappati troppo presto alla madre e vivono in isolamento nei box mangiando solo due volte al giorno (invece che per tutta la giornata come farebbero in libertà). Questo può portare a diversi problemi comportamentali: tic, vizi, stereotipie. Come il cosiddetto “ticchio di appoggio”, ovvero appoggiare gli incisivi superiori sulla staccionata, il ticchio aerofagico (aspirare continuamente aria), fare il “ballo dell’orso”, girare in cerchio, battere continuamente il terreno con una delle zampe anteriori e così via.



Per migliorare la salute – soprattutto “psicologica” - di questi animali, sarebbe opportuno rendere più confortevoli le condizioni di vita negli allevamenti. A cominciare dal tempo che passano chiusi nei box. 

martedì 9 settembre 2014

Cavalli in branco

Il cavallo allo stato brado tende ad associarsi a suoi simili e a costituire branchi.
La vita in branco comporta seguire precise regole di vita, che sono fondamentali per assicurare la sicurezza, la stabilità, e la sopravvivenza del branco stesso.
La piccola società che si crea all’interno di un branco non è assolutamente paritaria.
Esiste invece una ben precisa gerarchia sociale, con un leader, e dove i soggetti più grandi, forti, e anziani dominano gerarchicamente gli altri soggetti.
Le dinamiche sociali di un branco di cavalli sono molto simili a quelle umane.
Anche tra i cavalli, i puledri tendono a stare insieme tra di loro (al pari dei nostri teenager).
Come pure si sviluppano relazioni a due, molto simili alla nostra “amicizia”, che non sono assolutamente legate a motivazioni sessuali.

giovedì 3 gennaio 2013

Cavallo irlandese da tiro

L'Hunter Irlandese è considerato il miglior cavallo da campagna e da cross del mondo. E' il prodotto dell'incrocio fra il purosangue inglese e quello che è stato definito come "cavallo di campagna". I ricchi pascoli su terreno calcareo e il clima mite irrobustirono le ossa, mentre l'innato amore degli irlandesi per la caccia trasmise all'animale un notevole talento nel superare gli ostacoli più pericolosi.
Le spalle degli antichi irlandesi da tiro tendevano a essere diritte e il collo era corto. Questi difetti sono stati eliminati nei soggetti attuali. Il torace è profondo per natura e gli arti anteriori del cavallo attuale sono posizionati correttamente, permettendo falcate più lunghe.
L'irlandese da tiro è una perfetta combinazione di una struttura robusta unita alla qualità. Il corpo è massiccio e il mantello poiuttosto ifne. Discreta la conformazione del garrese, mentre la cassa toracica è nettmente di forma ovale.

 
 
 

martedì 1 gennaio 2013

Cavallo Frisone

Cavallo a sangue freddo, il Frisone discende da antenati europei molto pesanti e viene allevato in una terra circondata dal mare nel nord dei Paesi Bassi. Pur ritenendolo un animale dall'aspetto sgradevole, gli antichi romani riconobbero al Frisone le doti di un robusto animale da lavoro. Per le sue eccezionali doti di cavallo da tiro, da sella e da impiego nei lavori agricoli, fu ampiamente utlizzato per perfezionare le razze affini.
L'agilità e il temperamento fanno del Frisone un buon soggetto da corsa. Ma è soprattutto come cavallo da tiro che rivela le sue migliori qualità, grazie all'eccezionale equilibrio e all'andatura maestosa. Nel suo paese d'origine ha ancora oggi grande successo al traino del tradizionale calesse locale.
La testa è allungata, sormontata da orecchie corte e appuntite che esprimono il carattere volenteroso e amabile della razza. Presenta un profilo superiore maestoso, accentuato dal collo arcuato e dal portamento fiero. Il corpo è compatto, solido e massiccio, caratteristiche che denotano una costituzione robusta. La coda e la criniera, molto folte e fluenti, vengono toelettate o intrecciate solo raramente.