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mercoledì 6 giugno 2012

Scandalo cavalli macellati

Passaporti non conformi, compilati in maniera incompleta fino alla non corrispondenza con il cavallo indicato. Poi l’assenza di microchip, carenze strutturali e di natura igienico sanitaria, oltre che sul benessere degli animali. Queste le principali rilevanze registrate dal Ministero della Salute nel corso degli atti ispettivi compiuti nel 2011 e 2012 nelle strutture autorizzate del nostro paese, alla macellazione degli equini.
Lo ha precisato in una nota del 28 maggio scorso lo stesso Ministero tramite il Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione. La nota, riportante ad oggetto “problematiche inerenti la macellazione degli equidi” è indirizzata alle autorità sanitarie locali di Regioni e province autonome. Sebbene non sia espressamente indicato, è possibile intuire come nei macelli italiani possono essere stati macellati cavalli non destinati all’alimentazione umana. L’esecuzione dei compiti ispettivi al macello, è infatti attribuita al veterinario ufficiale il quale, sottolinea il Ministero, “qualora non sia ragionevolmente possibile stabilire l’identità degli animali” deve provvedere al rispetto dell’obbligo di abbattimento “separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano“.
A dire il vero negli ultimi mesi preoccupanti notizie sono in tal senso già pervenute. A Luino (VA), ad esempio, si è riscontrata la presenza della grossolana alterazione della documentazione per non parlare della maxi inchiesta della Forestale che parrebbe avere individuato in un macello di Reggio Emilia un importante terminale di cavalli che potrebbero non essere destinati all’alimentazione umana. Poi la denuncia dell’Associazione Horse Angels sull’impennata del consumo di carne di cavallo in Italia e la possibilità che dietro tale fenomeno, si siano innescati processi di macellazione di animali non destinabili al consumo.
Ritornando alla nota del Ministero è interessante notare come tra le carenza sul benessere degli animali, in alcuni casi sono state riscontrate evidenze particolarmente gravi. Tra queste l’assenza di impedimento visivo, ovvero i cavalli in attesa della morte, assistevano a stordimento e dissanguamento.

martedì 3 gennaio 2012

La fine di Ippodromi e cavalli

Salvate i cavalli dal macello. E con essi salvate le maestranze che lavorano nel settore ippico. Appello lanciato da un settore – quello del mondo delle corse equine – che è in profonda crisi. Non ci sono più scommettitori, manca il pubblico, i gran premi costano troppo così come mantenere i cavalli. Insomma è una catastrofe senza precedenti.
E c’è un rischio fondato: animali venduti – magari all’estero – per alimentare il mercato delle corse clandestine dove non si guarda per il sottile se il cavallo è o meno dopato. Alimentare quindi la malavita organizzata che nel settore è sempre in agguato e pronta a sostituire le corse normali con quelle truccate.
In conclusione oltre a numerosi posti di lavoro ci sono migliaia di cavalli a rischio macellazione. La legge, per altro, impone che non si possa utilizzare a scopo alimentare la carne di cavalli provenienti dagli ippodromi. Dunque l’ipotesi è quella che le povere bestie finiscano in macelli abusivi.