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lunedì 10 settembre 2012

Cavallo anglo-arabo

L'anglo arabo ebbe origine in Inghilterra, ma oggi è allevato in molti paesi e in particolare in Francia. Questo cavallo è riconosciuto come razza mista, ma ancora non è stato stabilito uno standard.
Si tratta di un incrocio tra uno stallone purosangue inglese e una fattrice araba o viceversa, compresi i loro successivi reincroci. In teoria, un anglo arabo dovrebbe rappresentare la migliore combinazione tra l'arabo e il purosangue inglese: possedere cioé le qualità del primo - solida costituzione, resistenza e tenacia - associate alle dimensioni e alla velocità del secondo, ma senza averne il temperamento irruento.
La testa ha catteristiche somatiche più vicine al purosangue inglese che all'arabo: il profilo è diritto, le orecchie mobili e gli occhi molto espressivi. Benché non sia stato ancora stabilito uno standard, l'anglo arabo appare più simile al purosangue inglese anche nell'aspetto generale.
Il dorso è in genere corto e il torace profondo; le spalle sono molto inclinate e poderose.
Gli anglo arabi non sono veloci quanto i purosangue inglesi ma i soggetti migliori dimostrano una spiccata agilità, sono molto atletici e facilmente riconoscibili per la correttezza della loro azione.
 
 

giovedì 6 settembre 2012

Cavallo Alter- Real

Il portoghese Alter deve il nome alla cittadina di Alter do Chao, dove nel 1748 la razza venne creata nell'allevamento reale. Erano cavalli destinati all'equitazione d'Alta Scuola, alle corride e al traino delle carrozze.
Per conformazione l'Alter è diverso da tutte le altre razze spagnole. Questo vale in particolare per la struttura del dorso, per la lunghezza di pastorale, stinco e avambraccio e per la circonferenza toracica, che è molto ampia e profonda. A tali caratteristiche vanno ricondotte l'azione bizzarra dell'Alter e la considerevole flessione del ginocchio, entrambe qualità preziose in un cavallo da impiegare nell'equitazione classica basata sui principi delle scuederie barocche.
La testa è tipicamente spagnola sotto tutti i punti di vista. Il collo è corto, muscoloso e portato eretto, mentre la mascella non mostra tracce di cuscinetti adiposi che potrebbero ostacolare la flessione. La criniera è fine e folta.
Le spalle, che terminano in un garrese non troppo pronunciato, sono piuttosto corte e molto possenti. A differenza di tutte le altre razze spagnole, il torace è straordinariamente ampio e profondo.
Il dorso e la linea dorso-lombare, con la groppa che presenta l'inclinazione tipica di una coda attacata bassa, sono una delle peculiarità dell'Alter. I lombi, però, sono molto robusti.
 
 

mercoledì 5 settembre 2012

Cavallo lusitano

Il lusitano è la versione portoghese dell'andaluso. Ha una reputazione che incute soggezione, in quanto è la cavalcatura dei campinos, i mandriani che radunano i branchi selvaggi, e dei cavalheiros, che sfidano e sconfiggono i tori nelle corride portoghesi.
La testa è raffinata, con orecchi piccole e vigili e mascelle poco pronunciate. Il profilo è diritto e tendente al montonino.
Il collo è tarchiato e muscoloso e si inserisce bene tra le spalle. Queste ultime sono possenti e avvantaggiano l'azione elevata e vigorosa di questo cavallo dotato di grande intelligenza.
Il dorso è compatto, i lombi robusti e i quarti ben inclinati e potenti.
C'è un fuoco innato in questo cavallo sensibile e molto collaborativo, intelligente e dotato di incredibile coraggio e di un'agilità eccezionale.
 
 

martedì 4 settembre 2012

Cavallo andaluso

Nello sviluppo delle moderne razze equine, le influenze più significative sono quella dell'arabo e, in secondo luogo, del berbero. Tralasciando il purosangue, la cui storia inizia soltanto un paio di secoli fa, esiste una terza presenza: si tratta dell'andaluso, un tempo conosciuto come cavallo spagnolo.
Ha una bella testa che spesso presenta un profilo aquilino, senz'altro ereditato dal berbero.
I colori più diffusi sono il baio e soprattutto le varie tonalità del grigio oltre ad una caratteristica sfumatura vinosa. L'antico cavallo spagnolo annoverava anche ceppi maculati o bicolore. Il disegno del mantello dell'appaloosa americano e del pinto è stato ereditato dai cavalli spagnoli importati dai conquistadores nel XVI secolo.
Fra le caratteristiche peculiari dell'andaluso c'è la coda che è lunga e folta, spesso ondulata, e la fluente criniera, che rende il suo aspetto inconfondibile.
Il lipizzano discende direttamente dall'andaluso. Altre razze come il frisone, il frederiksborg, il kladruber, il cleveland bay, il connemara e il welsh cob devono molto a questo nobile cavallo.
L'azione è fiera e superba. Il passo è marcato e cadenzato, il trotto pieno di impulso, con il cavallo che solleva i piedi in modo evidente, il galoppo è liscio e spettacolare. Il naturale equilibrio, l'agilità e il "fuoco" dell'andaluso, insieme al suo passo caratteristico e al temperamento docile, ne fanno la razza più adatta per l'equitazione d'Alta Scuola.
 
 

lunedì 3 settembre 2012

Cavallo purosangue

Il purosange è la razza più pregiata del mondo e intorno a lui è sorta una vasta industria di allevamenti e corse di cavalli. E' stato selezionato in Inghilterra tra il 1600 e il 1800 dall'incrocio di un gruppo di cavalli da corsa locali con stalloni arabi importanti.
La testa del purosange ha una silhouette netta e molto raffinata; il muso è coperto da una pelle talmente sottile da lasciar intravedere le vene sottostanti. A differenza di quello degli arabi, antenati della razza, il profilo è diritto. Gli occhi sono grandi e attenti, le narici ampie, la mascella asciutta, le orecchie mobili e vigili.
L'ampiezza della circonferenza toracica permette la massima espansione polmonare, requisito essenziale in un corridore.
Il moderno purosangue è stato selezionato per raggiungere precocemente la maturità, così da poter partecipare alle corse già a due anni. Questa pratica è disastrosa e molti cavalli giovani cedono a causa degli sforzi ai quali vengono sottoposti.
L'azione del purosangue è lunga, morbida ed economica. La lunghezza degli arti posteriori dell'anca al garretto è tale da assicurare il massimo vantaggio possibile durante il galoppo.
Dotato di grande resistenza fisica e psichica, il purosangue è moto coraggioso. Come è facile intuire, si tratta comunque di un cavallo nervoso e sensibile, che può avere un carattere difficile.

domenica 2 settembre 2012

Cavallo berbero

Secondo solo all'arabo per importanza come fondatore di gran parte del mondo equino attuale, anche il berbero è un cavallo del deserto. Tipico del Marocco e di tutta l'Africa settentrionale, secondo un'ipotesi sarebbe derivato da un gruppo di cavalli selvaggi sfuggiti alla glaciazione.
La struttura del cranio è decisamente stretta e richiama la forma primitiva. Il sangue dell'arabo ha influito sulla conformazione della testa, anche se l'evidente profilo montonino rivela la presenza di un gene primitivo.
Il garrese è abbastanza definito, ma la spalla è piatta e sorprendentemente dritta per un animale di tale agilità. Il dorso, corto e molto robusto, finisce in una groppa spesso molto pronunciata, di solito la zona delle cinghie è ampia.
Il berbero ha l'attaccatura della coda bassa e anche il treno posteriore, obliquo, è molto diverso da quello dell'arabo.
Benché non colpisca né per le dimensioni né per le proporzioni generali, il berbero possiede uno straordinario vigore primitivo. E' rinomato per la sua velocità su distanze brevi. Non presenta l'azione fluida e leggera dell'arabo, ma è veramente tenace, resistente e robusto.
 
 

sabato 1 settembre 2012

Cavallo arabo

Il cavallo arabo è la razza più pura e più antica, selezionata da migliaia di anni.
L'influsso dell'arabo è evidente nella maggior parte della popolazione equina mondiale. E' noto che partecipò alla selezione del Purosangue, il quale superò il suo progenitore in altezza e in velocità, ma non certo in lealtà e robustezza.
La testa dell'arabo è inconfodibile e indimenticabile, corta, molto raffinata, con faccia marcatamente concava. Le narici sono eccezionalmente grandi, come pure gli occhi, lontano uno dall'altro e posti più in basso che nelle altre razze. Le orecchie sono piccole, fini, talvolta incurvate verso l'interno. La caratteristica principale della testa è il jibbah, protuberanza a forma di scudo posta tra gli occhi, che si estende fino alle orecchie e all'osso nasale: si tratta di un caso unico fra gli equini.
La criniera è fine e setosa. L'angolo formato dal collo e dalla testa ha una curva particolarmente ampia, che permette alla testa di girarsi con facilità in ogni direzione. Il garrese è arrotondato e le spalle sono ben distinte una dall'altra.
Il moderno arabo eccelle naturalmente in resistenza e viene impiegato soprattutto nelle gare di fondo, sebbene sia un fuoriclasse anche in altre discipline equestri. Viene allevato in gran numero e con estrema cura in tutto il mondo e costituisce il più importante miglioratore di sangue delle altre razze.
La conformazione dell'arabo dipende dalla particolare struttura dello scheletro. Questo cavallo ha 17 costole, 5 vertebre lombari e 16 vertebre caudali, invece delle 18-6-18 delle altre razze. A tale differenza anatomica va ricondotta anche l'attaccatura alta della coda.
L'azione viene definita "fluida", in quanto il cavallo si muove come un fiotto d'acqua che zampilla. L'arabo è fiero e coraggioso, ma possiede anche un'indole molto dolce.